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L 'equipaggio della missione Artemis II (fonte: NASA)
«Speriamo fortemente che si apra una nuova era in cui la Luna non sia solo bella da guardare, ma diventi anche una destinazione». Sono carichi di aspettative i quattro astronauti che domani primo aprile parteciperanno al lancio della missione spaziale Artemis II, primo volo umano oltre l'orbita terrestre bassa dopo la missione Apollo 17 del 1972. Si tratterà di un sorvolo lunare e rientro sulla Terra: i quattro avranno principalmente il compito di testare la navetta Orion, in vista dell’allunaggio del 2028.
Una missione da “primati” dal momento che fra i quattro membri dell’equipaggio - il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover e la specialista di missione Christina Koch, tutti e tre della Nasa, e lo specialista di missione Jeremy Hansen, dell'agenzia spaziale canadese Csa - ci sono il primo astronauta nero (Glover), e la prima donna e il primo astronauta non statunitense a viaggiare oltre l'orbita terrestre bassa. Il lancio è previsto intorno alle 18.30 (mezzanotte e mezzo in Italia) dal Kennedy Space Center, in Florida. «Il veicolo è pronto, il sistema è pronto. L'equipaggio è pronto», ha dichiarato in conferenza stampa l'amministratore associato della Nasa, Amit Kshatriya.
Fra viaggio e sorvolo lunare, la missione dovrebbe durare circa quattro giorni, durante i quali l'equipaggio monitorerà appunto i sistemi della navicella, raccoglierà dati sugli effetti del viaggio nello spazio profondo ed eseguirà, se necessario, accensioni di correzione della traiettoria. «Siamo pronti al 100% a volare», ha detto anche il comandante Wiseman. Lui e suoi due colleghi della Nasa hanno alle spalle 25 anni di esperienza di voli spaziali, soprattutto grazie alle missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss): «Questo volo di test - ha detto riferendosi alla missione Artemis II - è un’opportunità unica. L'Iss è stata una grande occasione per sperimentare molte delle tecnologie che porteremo con noi. Tutti noi siamo stati in Antartide e lì ci siamo resi contro che l'umanità ha bisogno di esplorare: questa è la motivazione più grande. E per la prima volta nella storia abbiamo anche aziende in grado di trasformare in realtà il sogno dell'esplorazione lunare».
Prima donna a volare nell'orbita lunare, Koch – che ha cominciato a sognare lo spazio da un poster comparato quando visitò con la famiglia il Kennedy Space Center - ha aggiunto: «Ognuno di noi sta realizzando un sogno. Abbiamo molte cosa da imparare da questa missione e potremo avere benefici industriali, commerciali, scientifici e tecnologici, ma soprattutto andiamo per trovare la chiave per rispondere a domande fondamentali sul Sistema Solare e su altri sistemi planetari».
La missione è attesissima anche in Europa. L’Agenzia spaziale europea (Esa) contribuisce infatti al programma Artemis con il modulo di servizio che fornisce energia alla navetta Orion. Coinvolta in vari modi anche l’Agenzia Spaziale Italiana, che sta progettando anche il modulo abitativo MPH da posizionare poi sulla superficie lunare. Se il lancio sarà rinviato per qualsiasi motivo, ci saranno altre opportunità di decollo fino al 6 aprile.




