«Gli operatori umanitari, i fornitori di servizi essenziali e le infrastrutture civili, comprese le strutture idriche di importanza vitale, non devono mai essere presi di mira». Sono parole nette quelle pronunciate dall’Unicef davanti all’uccisione di due autotrasportatori incaricati di fornire acqua potabile alle famiglie della Striscia di Gaza. Le vittime – riferisce sempre l’Agenzia Onu che si occupa dell’infanzia – sono state uccise dal fuoco israeliano il 17 aprile presso il punto di rifornimento idrico di Mansoura, nel nord di Gaza. L’incidente, in cui anche altre due persone sono rimaste ferite, si è verificato durante le normali operazioni di trasporto dell’acqua, senza alcuna variazione nei percorsi o nelle procedure.

Un episodio drammatico, che lascia del tutto sgomenti. Il cessate il fuoco ratificato nell'ottobre 2025, dopo più di due anni di guerra, non è rispettato. E non è la prima volta.

Il punto di rifornimento idrico di Mansoura è attualmente l’unico punto operativo per il rifornimento delle autocisterne della linea di approvvigionamento idrico di Mekorot che serve la città di Gaza. L’Unicef e i partner umanitari lo utilizzano più volte al giorno per garantire le operazioni di rifornimento idrico via autocisterna, fondamentali per centinaia di migliaia di persone, tra cui i bambini. Gli appaltatori dell’UNICEF hanno ora ricevuto istruzioni di sospendere le attività in loco fino al ripristino delle condizioni di sicurezza nella zona. Il che significa che ai civili, già stremati da pi

Unicef – si legge in una nota pubblicata sul sito – chiede alle autorità israeliane di indagare immediatamente su questo incidente e di garantire la piena assunzione di responsabilità: la protezione dei civili e di coloro che prestano assistenza salvavita è un obbligo previsto dal diritto internazionale umanitario.

Intanto a Gaza, nonostante gli ultimi eventi, la situazione resta drammatica.Tutto è distrutto: case, ospedali, reti idriche, scuole. I bambini sono senza cibo, senza acqua, senza cure. Un dramma senza fine: oltre 43 mila bambini sono gravemente malnutriti e hanno urgente bisogno di aiuto per non morire.