«L a terra è il nostro destino, da sempre coltiviamo questi campi. Ma senza acqua è impossibile renderli produttivi». Sarah al Ashrafani ha 52 anni e vive a Zabadani, nella Siria sud-occidentale, vicino a Damasco e al confine con il Libano. «Negli anni della guerra», racconta nella sua testimonianza alla Ong Oxfam, «è stato difficile andare avanti con quattro figli e senza mio marito che se ne è andato nel 2015. I pozzi si sono prosciugati, la siccità sembra essere la causa di questa carenza, diventata cronica». Il terreno, dice, un tempo era come un giardino, dove si coltivavano tanti tipi di ortaggi. Oggi è tutto finito. Eppure, Sarah non perde la speranza: «Gli abitanti costretti dalla guerra ad andarsene stanno tornando a Zabadani. E, se Dio vuole, qui un giorno tutto sarà di nuovo un giardino fertile».

Anche per Um Mohammad, 50 anni, gli anni della guerra sono stati devastanti. La sua voce arriva da Duma, poco distante da Damasco. «Con dieci figli è stata dura andare avanti, non c’erano elettricità e acqua, per fare rifornimento idrico dovevo percorrere lunghe distanze». Oggi le cose sono cambiate. Grazie a Oxfam, che ha provveduto a mettere a posto la rete idrica della zona, la casa di Um Mohammad ha finalmente l’acqua corrente: lei non deve più raggiungere il pozzo a piedi, con pesi enormi, in un tragitto che le ha deformato le anche costringendola a un’operazione.

Una donna siriana nella cucina della sua casa che oggi è fornita di acqua corrente.
Una donna siriana nella cucina della sua casa che oggi è fornita di acqua corrente.

Una donna siriana nella cucina della sua casa che oggi è fornita di acqua corrente.

(LORENZO PALLINI/OXFAM)

La Siria sta cercando di sanare le ferite della lunga guerra civile: la sopravvivenza del 70% della popolazione dipende dagli aiuti umanitari, 9 milioni di persone sono colpite da grave insicurezza alimentare e quasi 14 milioni e mezzo di siriani – poco meno della metà della popolazione – hanno bisogno di assistenza per l’accesso all’acqua pulita e ai servizi igienici.

La crisi iraniana, che ha infiammato il Medio Oriente, ha un impatto anche sulla Siria, che nella regione gioca un ruolo strategico. Con la caduta del regime di Bashar al-Assad l’Iran e la Russia hanno perso l’alleato di ferro. Il Governo siriano di Ahmad al Sharaa ha intrapreso un nuovo corso politico, si è avvicinato a Washington e ha limitato l’influenza di Teheran su Damasco. Gli attacchi iraniani hanno colpito anche la Siria. Il braccio di ferro tra Damasco e gli sciiti libanesi filoiraniani di Hezbollah ha riacceso tensioni lungo il confine tra Siria e Libano. A causa degli attacchi israeliani in territorio libanese, tantissimi profughi siriani stanno rientrando nel loro Paese e si ritrovano in situazione di grave difficoltà.

Alla guerra, si è aggiunta la più grave siccità al mondo degli ultimi 40 anni che si è abbattuta sulla Siria nel 2025. Oxfam sta intervenendo con la riabilitazione di infrastrutture idriche e fognarie; con il rafforzamento della gestione dei rifiuti e la promozione di pratiche igieniche sicure nelle scuole e nelle comunità più povere e vulnerabili; con l’accesso all’acqua potabile e a servizi igienici adeguati per la prevenzione e diffusione di epidemie, come quella di colera. «L’accesso all’acqua non riguarda solo la sopravvivenza immediata ma la giustizia sociale», osserva Emilia Romano, presidente di Oxfam Italia, «dove manca crescono malattie, povertà e disuguaglianze».

Il 22 marzo ricorre la Giornata mondiale dell’acqua. Oxfam ha lanciato la campagna “Dona acqua, salva una vita”: oltre alle donazioni attraverso i canali tradizionali, fino al 31 marzo si può donare 2 euro con un Sms, 5 o 10 euro da telefono fisso al 45593 per sostenere i progetti in Siria e in altri Paesi che vivono l’emergenza idrica. Per le informazioni sulle attiività di Oxfam Italia Ets e su come donare si può visitare il sito.

22 MARZO, GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA

Nel mondo una persona su quattro non ha accesso all’acqua pulita, 1,7 miliardi di persone non possono contare su servizi igienico-sanitari di base. La Giornata mondiale dell’acqua è stata istituita nel 1992 dalle Nazioni unite per sensibilizzare Governi, imprese, cittadini di tutto il pianeta sulla crisi idrica globale, la scarsità delle risorse la disuguaglianza dell’accesso ad esse, l’inquinamento e per promuovere buone pratiche di consumo responsabile dell’acqua. Il tema scelto dall’Onu per la Giornata mondiale 2026 è “Acqua e parità di genere”: in molte zone del nostro pianeta la carenza di risorse idriche si ripercuote in modo molto più pesante sulle donne e sulle bambine minando i loro diritti e il loro benessere.