È sempre stallo fra Stati Uniti e Iran dopo la tregua in vigore dallo scorso 8 aprile, mentre i mediatori cercano di trovare una soluzione diplomatica e al tempo stesso torna in gioco l’opzione militare.

Il presidente Trump ha dichiarato all’agenzia Axios durante una telefonata che “il tempo stringe” per l’Iran e ha avvertito che, se il regime iraniano non presenterà un’offerta migliore per un accordo, “subirà un colpo molto più duro”. “Il tempo stringe. Faranno meglio a darsi una mossa, altrimenti non gli resterà più nulla”, ha sottolineato Trump.

Cose che aveva già detto in passato, ma in questo caso le parole vanno accompagnate da alcuni fatti.

Sabato Trump ha incontrato i membri del suo team di sicurezza nazionale nel suo golf club in Virginia per discutere dell’Iran, ha riferito una fonte ben informata. Tra i partecipanti c'erano il vicepresidente JD Vance, l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, il segretario di Stato Marco Rubio e il direttore della CIA John Ratcliffe. Inoltre domenica Trump ha parlato di Iran in una telefonata con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Secondo fonti citate da Axios, martedì 19 maggio Trump dovrebbe convocare i vertici del suo team di sicurezza nazionale nella Situation Room della Casa Bianca per discutere le opzioni militari.

Intanto l’Iran ha risposto a una nuova proposta statunitense volta a superare l’impasse diplomatica e a porre fine in modo duraturo al conflitto, ha annunciato il suo ministero degli Affari esteri. “Le nostre preoccupazioni sono state trasmesse alla parte americana”, ha dichiarato il portavoce del ministero, Esmaeil Baghaei, durante una conferenza stampa, aggiungendo che gli scambi con gli Stati Uniti proseguono “tramite il mediatore pakistano”. Nel fine settimana il ministro dell’Interno pakistano si è recato a Teheran per colloqui con alti dirigenti iraniani sull’accordo per porre fine alla guerra. Sarebbe dovuto tornare in Pakistan domenica, ma ha deciso di restare a Teheran anche lunedì. Il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, anch’egli mediatore, ha parlato domenica con il suo omologo pakistano e con il ministro degli Esteri iraniano.

La proposta iraniana presentata agli Stati Uniti attraverso il Pakistan sarebbe articolata in 14 punti. Secondo l’agenzia Tasnim, l'obiettivo di Teheran è porre fine alla guerra e instaurare un clima di fiducia. Concetti un po’ vaghi. Resta da vedere se Trump considererà questa proposta migliore di quelle ricevute e respinte nelle scorse settimane.