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Disarmare il linguaggio. Per costruire pace nel quotidiano e nel mondo. Il cardinale Matteo Zuppi lo ha ribadito il 13 marzo, durante la celebrazione dei vespri contro la guerra. Riprendendo il messaggio di papa Leone per la Quaresima il cardinale di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana ha ricordato il senso del digiuno e della sua dimensione comunitaria. Con le parole del Pontefice ha sottolineato: «Chiediamo la forza di un digiuno che attraversi anche la lingua, perché diminuiscano le parole che feriscono e cresca lo spazio per la voce dell’altro». Parole quanto mai attuali nel clima che in queste settimane attraversa il nostro Paese anche in vista del referendum.
Le immagini della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro di Giustizia Carlo Nordio date alle fiamme nei cortei che sostengono il no al referendum, al pari della vignetta diffusa dalla Camera penale di Cosenza che sta diventando virale sui social che appoggiano il sì e che vede il guardasigilli armato di mannaia che fa a pezzi il corpo di un magistrato sono i segnali di allarme di un Paese che rischia di smarrire la bussola. Occorre «disarmare il linguaggio», come più volte ha chiesto papa Leone, per poter rilanciare il dialogo, ascoltarsi, capirsi senza prevaricare gli uni sugli altri. Affrontando il merito delle questioni senza lasciarsi strumentalizzare. E poter vivere, qualunque sia il risultato referendario, i giorni a venire con la massima serenità.
Per aiutare il discernimento in vista della consultazione che tocca sette articoli della Costituzione (87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110) evitando contrapposizioni ideologiche e scontri, Famiglia cristiana ha pubblicato un servizio in due puntate. La prima questa settimana, la seconda la troverete in edicola da giovedì prossimo.










