Mentre la Paralimpiade di Milano Cortina 2026 passava il testimone alle Alpi francesi 2030 e Bebe Vio ha annunciato, di aver lasciato la sua disciplina storica, quella che ha fatto di lei uno dei simboli del movimento paralimpico a livello mondiale. Lo ha fatto nel corso della trasmissione Che tempo che fa su La Nove, il 15 marzo.

Il futuro dell’atleta di Mogliano Veneto sarà stando alle intenzioni nell’atletica e in particolare nella velocità. Più che una scelta una necessità, per la 29enne, colpita da bambina da una meningite che l’ha lasciata con protesi a tutti e quattro gli arti: «Ho avuto parecchi problemi fisici ultimamente. Le cose fisicamente non sono andate tutte come speravo. Purtroppo è finita con la scherma. Non ce la faccio più fisicamente, però ho cercato di darmi da fare a livello fisico con tutta una serie di altri sport e altre cose per star bene fisicamente», ha spiegato, «Con la squadra, perché posso farlo solo grazie a un grande gruppo di persone che mi sta dietro, abbiamo iniziato con l’atletica. I problemi grossi sono stati prima di Parigi, più grossi ancora di Tokyo. Sono stata veramente male. Penso di fare i 100 metri, se il mio nuovo allenatore mi riuscirà a portare là assieme a quello storico, vediamo se riescono a fare questo miracolo. Credo fortemente che lo sport sia fattibile. Se hai una squadra di persone che sono in grado di portarti a farlo, e ho la fortuna di avere il gruppo della Polizia, ci hanno creduto anche loro. La mia fortuna è di poterlo fare dalla mattina alla sera, ho la fortuna di avere un allenatore bravo che appena è andato in pensione ne ho approfittato. Adesso si sta dedicando totalmente all’atletica. L’ultima volta che ho tirato di scherma è stata a Parigi».

Bebe Vio esce dalla scherma paralimpica con un bottino di due ori, un argento e tre bronzi totali alle Paralimpiadi, cinque ori e due bronzi mondiali, cinque ori e un argento europei.

Il futuro è tutto da disegnare, perché si tratta di trovare nuovi assetti fisici su due protesi da corsa, cosa completamente differente dalla scherma in carrozzina che l’ha portata ai risultati fin qui.

Non è una sfida facile ma l’atleta veneziana è nota per la sua attitudine a prendere di petto la vita e le sue sfide.