Con la vittoria degli Stati Uniti nella finale di Para Ice Hockey contro i cugini canadesi, si è concluso l’ultimo atto agonistico delle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026.

Paralimpiade che si è conclusa con traguardi eccezionali per gli azzurri, capaci di rendere questa edizione la migliore di sempre a livello di medaglie e podi.

Ma le Paralimpiadi non sono solo risultati: dietro ogni performance ci sono anni di sfida raccolte e superate a suon di sudore, lacrime e perseveranza. È la celebrazione di persone che non sono “solamente” atleti, ma veri e propri supereroi senza maschera e mantello.

Le storie dietro alla manifestazione, sono centinaia, forse anche migliaia: ve ne consegniamo alcune, frammenti di vita che brillano più di qualsiasi metallo prezioso.

EMANUEL PERATHONER

Classe 1986, è stato per anni un pilastro dello snowboard azzurro, partecipando alle Olimpiadi Invernali di Sochi 2014 e Pyeongchang 2018, dove conquistò il terzo posto e la medaglia di bronzo nella sua specialità. Quattro anni dopo, mentre si allenava duramente per la sua terza olimpiade quella di Pechino 2022, la sua vita cambia irrimediabilmente: un gravissimo incidente gli causa la distruzione del ginocchio, rendendo necessaria l’installazione di una protesi totale.

Per chiunque altro sarebbe stata la fine della carriera, per lui invece è stato l’inizio di una seconda “vita”: quella paralimpica. Emanuel non si arrende e continua a praticare Snowboard. Si rimette in gioco nel sistema paralimpico nel 2023, cambiando modo di stare sulla tavola, ma restando fedele alla disciplina che lo ha accompagnato nel corso della sua vita. Il passaggio dalla categoria "olimpica" a quella "paralimpica" non è stato un declassamento, ma una nuova, feroce scalata verso la vetta. A Milano-Cortina scrive la storia conquistando la medaglia d’oro nello Snowboard Cross, dominando la finale.

Emanuel Perathoner vince la sua seconda medaglia d'oro nello snowboard, nel banked slalom, categoria LL2, alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, Cortina, 13 marzo 2026. ANSA/GMT/US CIP +++ NPK +++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++
Emanuel Perathoner vince la sua seconda medaglia d'oro nello snowboard, nel banked slalom, categoria LL2, alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, Cortina, 13 marzo 2026. ANSA/GMT/US CIP +++ NPK +++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++
Emanuel Perathoner vince la sua seconda medaglia d'oro nello snowboard, nel banked slalom, categoria LL2. (ANSA)

JOHANNES E VERONIKA AIGNER

Nonostante siano nati con una cataratta congenita che li ha resi ipovedenti, i due fratelli Aigner hanno fatto incetta di medaglie d’oro, andando ad arricchire il medagliere austriaco.

Veronika Aigner, con la guida Lilly Sammer, festeggia l’oro nella discesa libera per non vedenti.
Veronika Aigner, con la guida Lilly Sammer, festeggia l’oro nella discesa libera per non vedenti.
Veronika Aigner, con la guida Lilly Sammer, festeggia l’oro nella discesa libera per non vedenti. (REUTERS)

Non hanno mai vissuto la loro condizione come un isolamento, grazie ad una famiglia che ha fatto dello sci un linguaggio comune. Gareggiano con delle guide d'eccezione — come Nico Haberl per Johannes, o Lilly Sammer ed Eric Digruber che hanno sostituito all'ultimo l'infortunata sorella Elisabeth per Veronika — creando una simbiosi totale tra chi scia e chi vede. Anche se non sempre sono fratelli a guidarli in pista, è la forza della loro famiglia a spingerli oltre ogni limite

Hanno dominato il medagliere: 4 ori e 1 argento per Veronika e 3 ori e un bronzo per Johannes.

MOMOKA MURAOKA

Classe 1997, Momoka è arrivata all’olimpiade di Milano-Cortina dopo un anno e mezzo di calvario per un grave infortunio alla spalla e alla clavicola. Nonostante le condizioni a dir poco precarie - ha gareggiato con le ossa non ancora perfettamente saldate - Momoka è stata in grado di superare qualsiasi difficoltà le si sia parata davanti nel suo cammino olimpico. Ha sfidato un corpo che le causava dolori costanti e ha affrontato la paura psicologica di una nuova caduta. Il suo gareggiare con un dolore costante per onorare chi l’ha aiutata in questo percorso è un atto di pura gratitudine e umiltà, che mette il senso del dovere sopra ogni risultato sportivo personale. La sua determinazione silenziosa è diventata il simbolo di una forza che non urla, ma resiste.

Milano Cortina 2026 Paralympics - Para Alpine Skiing - Women's Slalom Sitting - Tofane Alpine Skiing Centre, Belluno, Italy - March 14, 2026. Momoka Muraoka of Japan in action during the second run in the Women's Slalom Sitting. REUTERS/Lisi Niesner
Milano Cortina 2026 Paralympics - Para Alpine Skiing - Women's Slalom Sitting - Tofane Alpine Skiing Centre, Belluno, Italy - March 14, 2026. Momoka Muraoka of Japan in action during the second run in the Women's Slalom Sitting. REUTERS/Lisi Niesner
Momoka Muraoka a Milano-Cortina 2026. REUTERS (REUTERS)

CHIARA MAZZEL

La vita di Chiara cambia per sempre a 18 anni, quando inizia a perdere la vista progressivamente a causa di un glaucoma. Per due anni si chiude in casa, prigioniera del buio e della paura. A tirarla fuori da questa condizione mentale è la montagna, regalandole nuova linfa e nuova libertà.

Alla Paralimpiade di Milano-Cortina ha trovato la sua consacrazione con 4 podi: oro nel Super G e tre argenti in Discesa, Combinata e Slalom Gigante. Guidata dal suo compagno di vita e di pista Fabrizio Casal, Chiara ha dimostrato che non servono gli occhi per sentire la linea perfetta di una discesa, basta il coraggio di fidarsi della velocità.

Milano Cortina 2026 Paralympics - Para Alpine Skiing - Women's Giant Slalom Vision Impaired - Tofane Alpine Skiing Centre, Belluno, Italy - March 12, 2026. Chiara Mazzel of Italy reacts after the second run REUTERS/Stoyan Nenov
Milano Cortina 2026 Paralympics - Para Alpine Skiing - Women's Giant Slalom Vision Impaired - Tofane Alpine Skiing Centre, Belluno, Italy - March 12, 2026. Chiara Mazzel of Italy reacts after the second run REUTERS/Stoyan Nenov
Chiara Mazzel a Milano-Cortina 2026. REUTERS (REUTERS)

RENÉ DE SILVESTRO

Nel 2013 René aveva soli 17 anni ed era una delle promesse più interessanti del panorama sciistico italiano. Durante una gara ad Alleghe però, la sua vita cambia radicalmente. Mentre sciava, uscì di pista e finì contro un albero. Il verdetto è uno di quelli che fa gelare il sangue: paralisi degli arti inferiori. Invece di odiare la montagna che lo aveva ferito, René ha iniziato un lungo percorso di "pace" con la neve. È tornato a sciare nel "sitting", trasformando la sua sedia in un tutt’uno con il pendio.

A Milano-Cortina 2026: È stato uno dei trascinatori della squadra azzurra, vincendo l’oro nello Slalom Gigante e arricchendo il suo medagliere con l'argento in Slalom e in Combinata. Ogni sua curva è stata una carezza rabbiosa a quelle montagne che lo avevano tradito, trasformando un dramma in una danza d'acciaio e neve che ha commosso l'intera Italia.

Rene' De Silvestro festeggia la medaglia d'oro nel gigante categoria sitting alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, Cortina, 13 marzo 2026. La squadra azzurra supera il record di medaglie paralimpiche con 14 podi complessivi. ANSA/SCACCINI/GMT/US CIP +++ NPK +++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++
Rene' De Silvestro festeggia la medaglia d'oro nel gigante categoria sitting alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, Cortina, 13 marzo 2026. La squadra azzurra supera il record di medaglie paralimpiche con 14 podi complessivi. ANSA/SCACCINI/GMT/US CIP +++ NPK +++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++
Rene' De Silvestro festeggia la medaglia d'oro nel gigante categoria sitting alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026. (ANSA)

Queste storie ci ricordano che il limite non è un confine invalicabile, ma un punto di partenza per una nuova esplorazione. Mentre le luci di Milano-Cortina 2026 si spengono, resta il calore di imprese che vanno oltre lo sport, insegnandoci che si può cadere in molti modi, ma ci si può rialzare in modi ancora più straordinari.