La tigre ha mangiato la neve, morso il destino, vendicato sé stessa, corretto la fortuna. Dieci mesi fa la sorte si era messa di traverso facendole rischiare la carriera e persino una vita normale, per una caduta banale a un campionato italiano il 3 aprile scorso, una manciata di giorni dopo aver vinto la Coppa del mondo assoluta, nel momento più alto della straordinaria avventura nello sci alpino della più vincente italiana nella specialità.

Oggi, 12 febbraio 2026, Federica Brignone si è ripresa quello che la malasorte le aveva tolto, non ha strappato quella pagina buia ma l’ha voltata dopo averla riscritta con pazienza, tenacia, fatica, dolore.

Non oggi, in gara, ma nei 10 mesi di lavoro quotidiano, di fatica improba, di dubbi, di dolore fisico, di incognite mentali, di impegno, di rigore, di professionalità, di serietà, giorno per giorno, come hanno potuto vedere anche le persone comuni che hanno frequentato lo stesso centro di riabilitazione a Torino.

Come dice il presidente del Coni Luciano Buonfiglio: «Lo sport non è solo vincere, ma è anche vincere le avversità. Essere un traino e un esempio per chi affronta i momenti difficili della vita», per questo era stata scelta per portare la bandiera in cerimonia d’apertura a Cortina. Scelta azzeccatissima. Nei giorni prima delle gare olimpiche, dopo il rientro, aveva parlato di sensazioni contrastanti, all’arrivo ammette che l’ha aiutata il fatto di non essere attesa, di non avere la pressione esterna della favorita: l’oro olimpico era l’unica medaglia che mancava, «Ma non mi mancava», ha raccontato lei ancora frastornata ai microfoni Rai all’arrivo, «sapevo di aver già fatto il massimo, quello che sarebbe venuto sarebbe stato di più, stamattina ero tranquilla, mi valutavo una outsider».

Nell’ambiente scaramantico dello sport comincia a serpeggiare la convinzione di avere un portafortuna specialissimo: da quando è arrivato a Cortina ad assistere alle gare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sono arrivati i due ori nel doppio maschile e femminile dello slittino e ora questo di Federica Brignone, il meno atteso il più importante per le sue implicazioni. Le quotazioni del Presidente, popolarissimo nella squadra azzurra, continuano a salire e Mattarella ripaga con un sostegno competente e caloroso, e ha pure mantenuto la promessa fatta agli azzurri al villaggio olimpico di Milano: di indossare la giacca a vento ufficiale che gli hanno regalato.

Nella sua espressione preoccupata nell’inquadratura s’è visto tutto il dispiacere per l’uscita di pista di Sofia Goggia, fino ad allora in testa alla gara e incontrata ieri a nome di tutti gli azzurri. Non fosse accaduto staremmo parlando di un bis azzurro sul podio. Da sportiva qual è, nonostante la delusione, Sofia ha avuto parole di ammirazione per Federica Brignone: «Ha fatto una cosa incredibile, onore al merito». Quando si dice essere campioni.