Flavio Cobolli che oggi, sul Philippe-Chatrier del Roland Garros, affronta l’amico e compagno di squadra Matteo Arnaldi nella semifinale tutta italiana che può spalancargli le porte della sua prima finale Slam, ha recentemente affrontato una dolorosa vicenda legata a Mattia, un ragazzo di 13 anni tragicamente scomparso nei mesi scorsi.

Il legame tra il tennista e il giovane Mattia era nato proprio sui campi del Parioli, il Tennis Club che ha visto crescere generazioni di talenti. Per i ragazzi più piccoli Cobolli è un punto di riferimento, un esempio da seguire. E Mattia, raccontano quanti lo hanno conosciuto, era uno di quei giovani che guardavano a lui con ammirazione e affetto.

Dopo la semifinale vinta contro Alexander Zverev a Monaco di Baviera lo scorso 18 aprile, appena conquistato l'ultimo punto, Flavio Cobolli aveva alzato il dito verso il cielo. Poi si era coperto il volto con un asciugamano ed era scoppiato a piangere. «Questa vittoria è solo per lui», aveva detto il giovane tennista romano con la voce rotta dall'emozione. Parole semplici, ma capaci di raggiungere il cuore di migliaia di persone.

In seguito nei giorni del lutto aveva affidato ai social, sul suo profilo Instagram, un messaggio che ha commosso il mondo dello sport: «Ogni punto che giocherò, ogni palla che toccherò, ogni passo che farò, penserò a te. Giocherò per te e ti porterò ovunque andrò». E ancora: «Mi ricordo il tuo sorriso quando mi chiedevi le cose. Eri un ragazzo solare, pieno di energia e con tanta voglia di imparare. La nostra scuola tennis senza di te non sarà più la stessa».

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«Flavio conosceva bene Mattia. La nostra famiglia gli è grata per tutto quello che ha fatto: le dediche, il tatuaggio, la maglietta tributo. È un ragazzo molto umano», ha raccontato nell’unica dichiarazione alla stampa che è riuscita a fare dopo la tragedia. Parole che restituiscono il volto di un campione capace di restare vicino alle persone anche nei momenti più difficili. La signora Manuela ha spiegato che il sostegno di Cobolli è stato percepito come un autentico gesto di affetto. «La grande sensibilità dimostrata nei confronti della nostra famiglia ci spinge a tifare ancora di più per lui», aveva aggiunto con commozione.