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La ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli (al centro) durante l'incontro all'Istituto dei ciechi di Milano
I Giochi Paralimpici Invernali di Giochi Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 non rappresentano soltanto un grande evento sportivo, ma anche un’occasione per lasciare un’eredità concreta di inclusione e accessibilità. È questo il messaggio emerso dall’incontro “Giochi Paralimpici Invernali: un’eredità di inclusione”, promosso dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) insieme a Coca-Cola e ospitato presso la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.
L’iniziativa ha riunito venerdì pomeriggio istituzioni, associazioni e mondo delle imprese per riflettere su come lo spirito paralimpico possa tradursi in azioni concrete che migliorino la vita quotidiana delle persone con disabilità visiva.
Ad aprire i lavori sono stati Mario Barbuto, presidente nazionale dell’UICI, e Rodolfo Masto, presidente della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano. «L’inclusione non è un principio astratto: è un’infrastruttura sociale che si costruisce rendendo accessibili i contesti di vita, le informazioni e i servizi. Quando una persona cieca o ipovedente può scegliere in autonomia, muoversi senza ostacoli e accedere alle stesse opportunità, allora stiamo parlando di diritti che diventano realtà», ha sottolineato Barbuto. Masto ha evidenziato il valore culturale dell’accessibilità: «L’accessibilità è una responsabilità collettiva: riguarda la cultura, gli spazi, l’informazione e la partecipazione. Ogni iniziativa che rende più semplice vivere, orientarsi e scegliere amplia i diritti e rafforza la qualità della nostra comunità».
Gli italiani e lo spirito paralimpico
Durante l’incontro sono stati presentati anche i risultati della ricerca “Gli italiani e lo spirito Paralimpico”, realizzata da SWG per Coca-Cola. L’indagine mostra una crescente attenzione degli italiani verso i Giochi Paralimpici come occasione di cambiamento sociale: per l’87% degli intervistati l’evento rafforza l’attenzione all’accessibilità di spazi e servizi, mentre l’86% lo considera un motore per diffondere modelli positivi di partecipazione alle sfide sociali.
Un esempio concreto di questa “eredità” riguarda l’introduzione della tecnologia NaviLens sugli imballaggi delle lattine da 33 cl di Coca-Cola Original Taste e Coca-Cola Zero Zuccheri. Grazie a un codice scannerizzabile anche a distanza tramite smartphone, le persone cieche o ipovedenti potranno accedere più facilmente alle informazioni sui prodotti, ascoltandole con un assistente vocale o visualizzandole con caratteri più grandi. «Parlare di eredità significa tradurre i valori dei Giochi Paralimpici Invernali, in cui crediamo e che promuoviamo da tempo, in soluzioni che restano», ha spiegato Cristina Camilli, direttore Relazioni istituzionali, Comunicazione e Sostenibilità di Coca-Cola Italia. «L’accessibilità passa anche da gesti quotidiani, come rendere più immediate le informazioni sui nostri imballaggi. L’obiettivo è un’esperienza più autonoma per i consumatori non vedenti e ipovedenti, valutando il loro riscontro e contribuendo alla diffusione di best practice nel settore dei beni di largo consumo».
Accessibilità, sport e cultura
L’iniziativa si inserisce in una collaborazione di lungo periodo tra Coca-Cola e UICI, che nel 2020 aveva già portato alla realizzazione di lattine in edizione limitata con messaggi in Braille.
Nel corso dell’incontro Linda Legname, vicepresidente nazionale dell’UICI, ha presentato alcune attività che saranno rafforzate nel 2026 con il contributo dell’azienda, tra cui progetti di avvicinamento allo sport e il Libro Parlato, servizio di audiolibri dedicato alle persone con disabilità visiva. «L’accessibilità non riguarda solo gli spazi», ha osservato Legname, «riguarda anche le opportunità. Accompagnare le persone cieche e ipovedenti e le loro famiglie nel primo approccio allo sport significa aprire loro più porte, costruendo fiducia e autonomia. E rendere la cultura fruibile, anche attraverso gli audiolibri, vuol dire difendere un diritto essenziale: partecipare pienamente alla vita sociale».
Il confronto ha dedicato spazio anche al lavoro della sezione milanese dell’UICI, rappresentata dal presidente Alberto Piovani, impegnata in progetti per migliorare l’accessibilità degli spazi e delle esperienze culturali, anche attraverso strumenti come audioguide per i visitatori.
A chiudere l’incontro è stata la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, che ha richiamato la responsabilità condivisa, pubblica e privata, nel trasformare l’attenzione generata dai Giochi in un cambiamento duraturo: «I Giochi Paralimpici Invernali rappresentano un’occasione straordinaria per il nostro Paese: accessibilità e inclusione devono diventare criteri di progettazione e di comunicazione, non un’aggiunta», ha affermato la ministra, «quando facciamo qualcosa, dobbiamo farlo per tutti: è così che lo sport lascia un’eredità che resta nella vita quotidiana delle persone».





