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domenica 26 giugno 2022
 

Portiamo ai fratelli il Vangelo, il crocifisso e la testimonianza di fede

Papa Francesco all'Angelus (Reuters).
Papa Francesco all'Angelus (Reuters).

Insiste sulla parola di Dio, papa Francesco. E di nuovo, come già aveva fatto lo scorso anno, fa distribuire in piazza i vangeli tascabili. Sono 300 senza fissa dimora che provvedono alla consegna. «Anche questo è un segno», spiega il Papa ricordando di «portare con voi sempre il Vangelo nella tasca o nella borsa e di leggerne un pezzo, un piccolo brano».

Nell'Angelus aveva detto che noi possiamo portare ai nostri fratelli soprattutto tre cose: «Il Vangelo, il crocifisso e la testimonianza della nostra fede povera, ma sincera».

Spiegando le letture della quinta domenica di Quaresima con «alcuni “greci”, di religione ebraica, venuti a Gerusalemme per la festa di Pasqua, che si rivolgono all’apostolo Filippo e gli dicono: "Vogliamo vedere Gesù"», il Papa ricorda che anche oggi molti vogliono vedere Gesù.

«"Vogliamo vedere Gesù": queste parole, come tante altre nei Vangeli, vanno al di là dell’episodio particolare ed esprimono qualcosa di universale; rivelano un desiderio che attraversa le epoche e le culture, un desiderio presente nel cuore di tante persone che hanno sentito parlare di Cristo, ma non lo hanno ancora incontrato». E a «coloro che anche oggi “vogliono vedere Gesù”, a quanti sono alla ricerca del volto di Dio; a chi ha ricevuto una catechesi da piccolo e poi non l’ha più approfondita; a tanti che non hanno ancora incontrato Gesù personalmente…; a tutte queste persone possiamo offrire tre cose: il Vangelo; il crocifisso e la testimonianza della nostra fede, povera, ma sincera. Il Vangelo: lì possiamo incontrare Gesù, ascoltarlo, conoscerlo. Il crocifisso: segno dell’amore di Gesù che ha dato sé stesso per noi. E poi una fede che si traduce in gesti semplici di carità fraterna».

Ai tanti che il Papa definisce «coraggiosi» per essere venuti in piazza San Pietro anche sotto la pioggia, il Papa ricorda la Giornata mondiale dell'acqua e, salutando un gruppo missionario dedicato a monsignor Romero, la prossima beatificazione del vescovo salvadoregno. Tra i molti saluti, prima del consueto "buon pranzo" anche il ricordo della visita a Napoli e la «calorosa accoglienza dei napoletani che sono tanto bravi».


22 marzo 2015

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