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Domenica 2 aprile 2023 - Domenica delle Palme - Messa nel giorno

A una settimana dalla Pasqua del Signore, la liturgia della Parola ci riporta a Betania, dove il Signore Gesù aveva fatto risorgere l’amico Lazzaro. La scena è ambientata nella sua casa e sono ancora una volta presenti le sorelle Marta e Maria. Il gesto al centro della scena è quello compiuto da Maria, che versa trecento grammi di prezioso nardo sui piedi di Gesù, un gesto che ci ricorda il futuro prossimo della sua Passione, così come le sue stesse parole a Giuda Iscariota: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri, infatti, li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».

Con questa domenica entriamo nella Settimana autentica che ci accompagnerà fino ai piedi della croce e davanti al sepolcro vuoto. La prima attenzione da avere, allora, sarà vivere questi sette giorni con uno stile diverso, con un’intensità che ci ricorda l’importanza del mistero che andremo a contemplare. Come scrive l’autore della Lettera agli Ebrei (seconda lettura): «Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù». Nulla ci deve distrarre dal fissare lo sguardo su di Lui, dal trovare il tempo di vivere con la dovuta calma e partecipazione i passi che il Signore sta compiendo per offrirci la salvezza. Prendiamo in mano l’agenda e scegliamo fin da ora come organizzare le nostre giornate per non arrivare distratti e stanchi alla morte e risurrezione di nostro Signore.

Interessante soffermarci sull’atteggiamento di Giuda Iscariota: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Chi ha il cuore corrotto dal peccato, come colui che tradirà Gesù, ha la capacità di sfruttare chi è nel bisogno per il proprio personale interesse. Questo atteggiamento ci riporta a uno dei drammi del nostro tempo, di coloro che si arricchiscono calpestando la dignità altrui, annullando ogni minimo rispetto e riducendo a merce di trasporto ogni carico umano. Quando il nostro io straborda in maniera incontenibile, tutti gli altri vengono in seconda istanza, fino al punto di diventare strumento da utilizzare. Forse è capitato anche a noi di formulare un pensiero che solo in prima istanza era altruista e attento al prossimo, ma in realtà celava la strada per raggiungere un fine personale. Non sentiamoci esclusi da questa forma di peccato, ma rimettiamo Dio al centro per ricordarci il valore inestimabile di ogni vita umana.

Qualcun altro oltre a Giuda è accecato dal proprio pensiero: sono i capi dei sacerdoti, che vogliono arrestare Gesù perché incapaci di comprendere i suoi gesti e la sua parola, al punto tale da decidere di uccidere anche Lazzaro, in quanto testimone della salvezza portata da Gesù. Di fronte al peccato degli uomini, il Signore si offre come servo sofferente – la seconda parte della prima lettura del profeta Isaia contiene appunto il canto del Servo sofferente (Isaia 53,5-12) – e col suo sommo sacrificio permette agli uomini di essere salvati dal loro stesso peccato. Prepariamoci per contemplare il dono più straordinario, mai conosciuto, dalla storia dell’umanità, perché quel dono è anche per noi, è anche per te.


30 marzo 2023

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