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martedì 21 maggio 2024
 

Domenica 26 marzo 2023 - V di Quaresima - Domenica di Lazzaro

In questa quinta domenica di Quaresima la liturgia della Parola ci propone l’episodio della risurrezione di Lazzaro. L’intero racconto è molto di più della descrizione del ritorno in vita straordinario di Lazzaro, ma racchiude diversi temi quali l’umanità di Gesù, il suo legame con Marta e Maria, l’importanza della fede e le opere che si possono realizzare grazie ad essa.

Con diverse espressioni viene mostrata la piena umanità di Gesù: «Si commosse profondamente»; «molto turbato»; «Gesù scoppiò in pianto»; «ancora una volta commosso profondamente». In pochi altri passi dei Vangeli è evidenziata così chiaramente il coinvolgimento emotivo di Gesù nei confronti di ciò che accade. È bello soffermarsi per gustare questa umanità del Signore, che ci ricorda la sua piena partecipazione ai moti emotivi che ciascuno di noi vive. Dio non rimane impassibile di fronte ai drammi dell’umanità, così come di fronte alle sofferenze che proviamo. Quando la nostra vita è in salita e ci sentiamo incompresi da chi ci sta attorno, fermiamoci e rileggiamo le parole che l’evangelista Giovanni usa per descrivere l’atteggiamento di Gesù di fronte alla morte di Lazzaro. Gesù non solo ci resta accanto nel dolore, ma lo comprende appieno perché ha provato le nostre stesse emozioni. Questa compartecipazione del Signore diventa sostegno e conforto nei momenti più difficili, diventa ponte che ci lega in maniera ancora più forte con Lui, diventa balsamo che lenisce il nostro dolore e cura il nostro smarrimento.

Il secondo tema che emerge fin dai primi versetti del passo di Vangelo è il forte legame che Gesù aveva con Marta e Maria, l’amicizia da loro condivisa testimonia l’importanza di saper vivere e curare i legami amicali. Gli amici non sono nodi di una rete che ci imprigiona, ma creano una maglia che ci sostiene nel cammino di ogni giorno. In questo tempo di essenzialità e deserto, chiediamoci se sappiamo coltivare i legami che fanno bene al nostro pellegrinare, se dobbiamo combattere la tentazione di chiuderci in noi stessi, oppure se ci facciamo prossimi solo nei momenti di festa e serenità.

È grazie alla fede che è possibile il realizzarsi del segno straordinario della risurrezione di Lazzaro, con queste parole Gesù si rivolge a Marta: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». L’esperienza vissuta da Marta è la stessa che siamo chiamati a vivere ogni volta che ci raduniamo per salutare un nostro caro defunto: rinnovare la nostra fede nei confronti della promessa fattaci da Gesù, ridire il nostro sì al dono della vita eterna. Come scrive san Paolo nella lettera agli Efesini della seconda lettura: «Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù». In preparazione alla solennità della Pasqua, alla memoria della risurrezione di Gesù, cerchiamo il tempo di fermarci e riflettere sulla nostra posizione in relazione alla promessa che Lui ci ha fatto: sappiamo ripetere con convinzione il nostro «Sì, Signore, io credo»?


23 marzo 2023

 
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