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sabato 24 febbraio 2024
 

L’amore vero è affidabile e anche discreto

Gv 8, 11-13 - Lunedì della VI settimana del TO (12 febbraio 2024) - 

Il Vangelo di oggi si apre con una richiesta esplicita: un segno dal cielo che dimostri che Gesù è davvero chi dice di essere. Ma forse sarebbe utile rispondere a una domanda molto semplice: quando si richiede un segno? Quando non si è sicuri, quando non si ha fiducia, quando si vuole temporeggiare, quando non ci si vuole prendere la responsabilità di qualcosa.

Se tra due persone che si amano ci si domandasse costantemente la prova di questo amore, ciò significherebbe che in realtà non c’è amore, ma paura. Il segno allora è la manifestazione di una mancanza di fede, non di una professione di fede. Gesù invece dà molti segni a coloro che credono, che si fidano di Lui, che si abbandonano in Lui, ma non sono i segni eclatanti che hanno lo scopo di impressionarci e basta, ma sono quei segni che possono convertirci perché testimoniano con chiarezza e profonda discrezione la presenza di Dio dentro la nostra vita.

Infatti Dio riempie le nostre giornate e la nostra vita di segni della Sua vicinanza. Il vero problema è saperli decifrare, saperli cogliere, avere occhi abbastanza aperti da riuscire a discernerli in mezzo a tutte le altre cose della nostra vita. Chi ci ama ci tiene la mano, ma non lo fa in un modo così violento da toglierci la libertà. L’amore vero è affidabile ma anche discreto. Dio è così, e Gesù ne è la prova. Ma chi ha la pretesa di volere da Gesù altro, si ritrova con questa sua reazione: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione».

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11 febbraio 2024

 
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