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mercoledì 18 maggio 2022
 

III Domenica del Tempo Ordinario (Anno C) 23 gennaio 2022

Oggi si è compiuta la Scrittura

Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me».

Luca 4,16-18

 

 

Per volontà di papa Francesco la terza domenica del tempo ordinario, nella seconda metà di gennaio, è dedicata alla Parola di Dio: una giornata, che cade nel contesto della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, in cui si mette al centro e si celebra la Scrittura, la Parola viva che il Signore ha pronunciato per il suo popolo. La Parola di Dio incarnata è Cristo: la Scrittura lo profetizza e ne prepara la manifestazione, a Lui si riferisce in ogni pagina e, attraverso personaggi, eventi, racconti, mostra il dispiegarsi della Salvezza nella storia dell’uomo.

I libri biblici sono un dono per la comunità: tutta la liturgia di oggi mostra questo aspetto e celebra la Parola che risuona in mezzo al popolo santo di Dio. La prima lettura presenta il sacerdote Esdra mentre legge il libro della Torah davanti a uomini, donne e chiunque sia in grado di intendere, dall’alba a mezzogiorno: la Parola di Dio si manifesta nella luce, essa stessa è luce, disvela la verità e fa vedere la strada, è lampada al cammino dell’uomo (Sal 118). Tutti prestano orecchio: il salmo mostra come essa sia perfetta, guidi gli uomini a pensieri retti e azioni giuste. San Paolo manifesta ai Corinzi l’unità cui è chiamato il popolo di Dio, che costituisce il corpo mistico di Cristo, la sua Chiesa. La pagina evangelica giustappone due passi di Luca. Nel prologo, costituito dai primi versetti del capitolo 1, l’evangelista, con sensibilità occidentale, parla a Teofilo – il destinatario dei suoi scritti, che porta il nome significativo, adattabile a tutti noi che ascoltiamo, di “amico di Dio” – e chiarisce di aver voluto indagare come uno storico i fatti relativi a Gesù, tramandati dai testimoni oculari e da quelli che sono diventati ministri della Parola, “servitori del logos” che è Cristo. Segue immediatamente uno stralcio del capitolo 4: Gesù, in giorno di sabato, si reca presso la sinagoga di Nazaret, la città in cui è cresciuto, e legge la Scrittura davanti a tutta l’assemblea radunata. Il Vangelo nota che Gesù si comporta “come al suo solito”: Egli per primo è assiduo nel nutrirsi della Legge del Signore e nell’ascoltare le Parole di suo Padre. E quelle parole che risuonano nella sinagoga, tratte dal libro di Isaia, parlano proprio a Lui e proprio di Lui: lo Spirito del Signore è su di Lui, Egli è consacrato con l’unzione ed è venuto a portare ai poveri il lieto annuncio.

 

DIO PARLA A CIASCUNO Il testo è denso, dice la missione di ogni consacrato, di ogni credente, di ogni figlio, alter Christus, rivestito di Gesù nel Battesimo e confermato nel sacramento dell’unzione crismale: ognuno di noi è mandato ad annunciare il Signore, a proclamare la sua grazia, a dire che Dio è vicino. Ognuno di noi, ascoltando la Parola di Dio, può sentire che essa parla proprio a lui. Con la sua Parola viva il Signore ci parla oggi: non in un passato lontano da noi né in un domani sfocato. Oggi, adesso. Nell’immediato Dio viene, Dio c’è, è nella Parola delle Scritture e nei sacramenti della Chiesa. Oggi Dio trasforma la nostra vita e tutta la storia. E lo fa servendosi, in modo unico e insostituibile, di ciascuno di noi, che ha eletto e chiamato fin dalle origini del mondo a condividere la stessa eredità di figli.

 

 

 


20 gennaio 2022

 
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