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Grande interprete del teatro, sia recitato sia cantato, attrice di cinema e di TV, Lina Sastri ha deciso di esordire anche alla regia con una storia molto personale. La casa di Ninetta, il film di cui è anche interprete nel ruolo di una donna che ricalca in parte sé stessa, è il suo omaggio all’amatissima madre Anna, detta Ninetta, che nella pellicola ha da giovane il volto di Maria Pia Calzone (Gomorra, Sirene…) e da anziana quello di Angela Pagano, che nella sua lunga carriera ha lavorato con Eduardo De Filippo, Pupella Maggio, Franca Valeri.
Quando la madre si era ammalata di Alzheimer e Lina Sastri si divideva tra la sua casa di Roma e la casa di Napoli, dove Ninetta era accudita da tre donne più amiche che badanti, di fronte allo svanire dei ricordi ha deciso di mettere nero su bianco la sua vita ed è uscito il libro La casa di Ninetta (Guida Edizioni). «Dopo aver realizzato un monologo teatrale tratto dal libro, ho pensato a un film come a una scommessa. Non è stato facile», racconta l’attrice-regista, «ho impiegato anni a trovare i finanziamenti, poi ho deciso di scrivere la sceneggiatura e anche di produrlo e solo a quel punto l’ho proposto a Rai Cinema, che ha accolto il progetto, e poi a Run Film, che mi ha affiancato. Una volta realizzato, con pochi mezzi e tanto cuore, ho avuto la soddisfazione di presentarlo al Bif&st 2024, ItaliaFilmFest/Nuovo Cinema Italiano».


La storia parte con Lucia (alter ego di Lina) che torna a Napoli a trovare la mamma con il cuore pesante per una storia d’amore che non sta andando bene. Ha un aspetto sciatto, trascurato, sostanzialmente non si vuole bene. Tornare a casa è un po’ tornare all’abbraccio materno, a quando lei e il fratello, che ora non c’è più, erano bambini, e il papà viveva ancora con loro, anche se faceva la spola con il Brasile. Fino a quando non è più tornato: è rimasto al di là dell’oceano, dove ha avuto altri due figli da due donne diverse, e Ninetta ha dovuto crescere da sola i suoi bambini. La storia, quindi, viaggia tra passato e presente, tra la mamma pilastro della sua vita e la mamma invece da accudire.
«Questo film è un atto d’amore verso Ninetta, che è stata una madre e una donna speciale, leggera e nobile come la luce e la musica. Ninetta luminosa, imprevedibile, coraggiosa; Ninetta con il suo mondo fatato e onirico. Mia mamma non aveva potuto studiare oltre la seconda elementare eppure era una donna raffinata, naturalmente elegante; amava mio padre anche se lui sapeva essere violento».
E poi, tutt’intorno, c’è Napoli. «La Napoli che io ricordo con nostalgia, con la sua magia, la sua luce. La mamma l’ho raccontata come una favola sospesa fra realtà e immaginazione, che si veste dei colori acquerellati di Napoli, della sua semplicità, della sua ricchezza, delle sue emozioni». Un film al femminile, tanto che anche le maestranze sono in gran parte donne. E le tre badanti hanno quasi la funzione di un coro greco. In un film su Napoli non poteva mancare la musica, le canzoni. «La voce che ogni tanto si sente cantare è quella originale di Ninetta, che feci in tempo a registrare prima che se ne andasse. Cantava naturalmente in modo straordinario. Mentre la canzone originale dei titoli di coda, Tutta pe’ mme, con il mio testo e la musica di Adriano Pennino, la canto io stessa».
Il film racconta l’infanzia non facile di Lina Sastri, ma non come sia avvenuto il suo incontro con il teatro. «Ho preso il diploma al liceo classico, non ero mai stata a teatro, a parte delle piccole recite quando facevo l’asilo dalle suore, ma un amico mi ha presentato Eduardo De Filippo e ho capito che sarebbe stata quella la mia strada. Lui è stato il mio maestro. E sono praticamente scappata di casa per sentirmi libera, senza però mai rinnegare tutto quello che mia madre aveva fatto per me».
La sua carriera in breve
La carriera di Lina Sastri, iniziata con il teatro sotto il segno di Eduardo De Filippo, è stata molto intensa e a tutto tondo, tanto da farle meritare nel 2011 il titolo di Commendatore al merito dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Al cinema è stata diretta anche da due registi e attori americani, Woody Allen (With Rome to love) e John Turturro (Passion). Nel 2020 ha partecipato alla XV edizione di Ballando con le stelle, in coppia con il ballerino Simone Di Pasquale. Tra i suoi ultimi spettacoli a teatro Nozze di sangue di Federico García Lorca per la regia di Lluís Pasqual.






