La pellicola che ha segnato il ritorno della premiata ditta Zalone-Nunziante, scritta a quattro mani dai due storici collaboratori, è stata un successo senza precedenti, abbattendo tutti i loro record al box office raggiunti con “Quo Vado”. “Buen Camino” non è solo campione di incassi, avendo superato i 70,9 milioni di euro e battendo ufficialmente il primato storico di Avatar in Italia, lo è anche nel cuore degli spettatori che continuano a gremire le sale dei cinema facendone lievitare i ricavi, per la gioia di Marco Cohen, Benedetto Habib, Fabrizio Donvito e Daniel Campos Pavoncelli per Indiana Production e di Medusa Film, che ha distribuito il film in collaborazione con Netflix dopo un investimento di circa 28 milioni di euro.

Ma cosa si cela dietro il successo di questo film? Perché ha avuto così tanto più successo rispetto a “Tolo Tolo” (il precedente lavoro di Zalone)?

Secondo Alessia, 24 anni, l’ultima opera del comico pugliese ha ricevuto questo successo poiché: «è molto bello il modo in cui ha raccontato con ironia una storia comune: il rapporto tra un padre, di cui vengono esasperati certi atteggiamenti, e una figlia che cerca di distaccarsi per vivere le proprie esperienze, cercando di fuggire dal materialismo». Lucrezia, a cui comunque «ha fatto molto ridere, ma non lo considero tra i migliori di Checco. Secondo me il motivo principale è che si discosta un po’ dal suo personaggio classico; non vediamo il solito 'italiano medio' a cui siamo abituati negli altri film e, allontanandosi dalle origini, perde un po’ quel sapore tipico dei suoi lavori precedenti».

Marco Cohen;Beatriz Arjona;Gennaro Nunziante;etizia Arnò;Checco Zalone;Giampaolo Letta;Benedetto Habib;Fabrizio Donvito
Marco Cohen;Beatriz Arjona;Gennaro Nunziante;etizia Arnò;Checco Zalone;Giampaolo Letta;Benedetto Habib;Fabrizio Donvito
Il cast di Buen Camino

Secondo le due studentesse «pensiamo che le sale siano piene sia perché i film di Zalone sono una garanzia, sia perché la gente spera sempre di ritrovare quella comicità che ha accompagnato le famiglie italiane per anni. A differenza di Tolo Tolo”, che personalmente non ci aveva convinto e di cui non avevamo sentito parlare benissimo, questo film ha beneficiato di un forte passaparola positivo. Anche se c'era il timore che il cambio di stile potesse deludere, sentire così tanti pareri entusiasti ci ha spinto ad andare al cinema per farci un’idea nostra. Infine, l'ambientazione spagnola è interessante: giocare con i cliché italiani inseriti nel contesto spirituale del Cammino di Santiago, ironizzando su tutto quell'aspetto e arricchendo il tutto con una colonna sonora curata dallo stesso Zalone, è stata un'idea efficace».

Tuttavia, l’accoglienza del film sembra sollevare anche un’interessante questione anagrafica, come evidenziato dalle dichiarazioni di Isabella, 67 anni, che offre un punto di vista differente e generazionale. Nonostante fosse andata a vederlo «abbastanza prevenuta, dopo aver letto e sentito pareri piuttosto negativi», ha trovato la pellicola «molto piacevole e divertente», lodando la storia e l’ambientazione originale tra paesaggi magnifici e personaggi pittoreschi. Sebbene inizialmente il personaggio di Checco, descritto come uno «straricco cafone privo di etica», le fosse sembrato troppo esagerato, ha poi concluso che, considerando l’attuale periodo storico in cui la realtà supera la distopia, la sua figura non sia poi così fuori dal mondo: «almeno lui alla fine del cammino si ricrede e riesce a ricucire il rapporto con la figlia». Isabella sottolinea come il film riesca ad affrontare tematiche moderne con leggerezza, pur facendo riflettere, evidenziando però un netto distacco generazionale nella fruizione della comicità: mentre lei ha passato «90 minuti di divertimento e risate», sua figlia, che era con lei, si è annoiata fino ad addormentarsi. Una discrepanza che porta Isabella a una riflessione finale: «Meno male che Checco c’è! Forse però è un film che parla più ai boomers che alle generazioni dai millennials in giù».