C’è una sorella Bennet che Jane Austen ha lasciato quasi sempre ai margini. Non è la bella Jane, non è l’irresistibile Elizabeth, non è la ribelle Lydia e nemmeno Kitty, che le va dietro. È Mary, la terza delle cinque figlie, quella con gli occhiali, i libri sempre in mano, il pianoforte e una certa goffaggine che la rende poco popolare in famiglia. Di lei, in Orgoglio e pregiudizio, sappiamo soprattutto quello che vedono gli altri. Poco, invece, sappiamo di quello che desidera.
Nel romanzo Mary è la sorella studiosa e pedante, convinta di avere qualcosa da insegnare agli altri e desiderosa di mostrarsi colta. Suona e canta, ma senza particolare talento, e spesso interviene nelle conversazioni con osservazioni morali o citazioni che finiscono per renderla ancora più impacciata. Austen la tratteggia con ironia e la lascia sullo sfondo: mentre Jane ed Elizabeth attirano l’attenzione, Mary sembra quasi non trovare un posto nella propria famiglia. Ed è proprio questo spazio lasciato vuoto dal romanzo che la nuova serie decide di esplorare.

È da questa zona d’ombra che parte The Other Bennet Sister – Orgoglio e riscatto, la serie in dieci episodi tratta dal romanzo di Janice Hadlow, in arrivo in esclusiva solo su Sky il 26 settembre e in streaming solo su NOW, con due episodi ogni settimana. A interpretare Mary è la brava attrice britannica Ella Bruccoleri.

La storia comincia a Longbourn, la casa dei Bennet che conosciamo bene, ma prende presto una strada diversa. Mary vive il confronto con le sorelle e la pressione di una società nella quale, per una giovane donna, il matrimonio è insieme desiderio, sicurezza economica e possibilità di avere un posto nel mondo. Dopo le delusioni sentimentali e la morte del padre, si trasferisce a Londra dagli zii Gardiner, dove lavora come governante. Per la prima volta lontana dalle sorelle, può cominciare a capire chi è senza essere continuamente paragonata a loro. Incontra nuovi amici, scopre una libertà inattesa e si trova anche alle prese con l’amore.

È una storia che, più che aggiungere un altro capitolo alle vicende di Elizabeth e Darcy, prova a guardare Orgoglio e pregiudizio dalla parte di chi non aveva avuto diritto al centro della scena. E forse è proprio questo a renderla interessante. Mary non è un’eroina nascosta che Austen avrebbe dimenticato di raccontare: è una ragazza che nel romanzo serve soprattutto a far risaltare le altre. Ora, invece, le viene restituita una voce.

Del resto, la fortuna di Jane Austen continua a funzionare proprio perché sotto gli abiti della società georgiana ci sono sentimenti che riconosciamo ancora. E che come spiega Liliana Rampello, critica letteraria che da anni studia con passione la voce e la visione dell’autrice inglese, «Sono i sentimenti universali: amore, odio, ambizione, vigliaccheria, codardia, gelosia… i sentimenti che agitano da sempre l’animo umano e che sono eterni… I suoi personaggi non sono mai soltanto buoni o cattivi: sono pieni di luce e di ombra, sfumati. In questa individualizzazione coglie moltissimi elementi che arrivano fino a noi».

Non sorprende quindi che Orgoglio e pregiudizio sia diventato quasi un piccolo universo narrativo. Negli anni sono arrivati sequel e prequel, riscritture dal punto di vista di personaggi secondari, adattamenti moderni e persino versioni horror. La stessa Mary è stata protagonista di diversi romanzi prima di arrivare in televisione, come La sorella dimenticata (2020) di Janice Hadlow da cui è tratta la serie Sky e L'indipendenza della signorina Bennet (2008) di Colleen McCullough. Jane Austen, insomma, è diventata un vero e proprio “brand” culturale, capace di generare nuove storie ben oltre quelle che lei stessa aveva scritto.

E forse il successo di questa operazione sta proprio qui: nel desiderio di sapere che cosa accade alle persone che, nelle nostre famiglie e nelle nostre storie, rischiano di restare sullo sfondo.