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Alle 20,30 di domenica 18 ottobre, subito dopo il Tg1 e prima di Affari Tuoi, Rosario Fiorello torna su Rai 1 con Fabrizio Biggio. Il ritorno dello showman siciliano sulla rete ammiraglia arriva a quindici anni di distanza dal suo ultimo grande varietà, “Il più grande spettacolo dopo il weekend”, andato in onda nel 2011. Ma questa volta l'attesa è costruita attorno a un'assenza: non si conoscono titolo ufficiale, durata effettiva, contenuti né numero di puntate. Le uniche informazioni disponibili parlano di uno spazio brevissimo, intorno ai cinque minuti, nella fascia abitualmente occupata da Cinque minuti di Bruno Vespa, che questa domenica non andrà in onda.
La genesi dell'appuntamento è stata raccontata attraverso una serie di video social che hanno progressivamente svelato la data senza mai chiarire la natura del programma. Il primo, pubblicato il 26 settembre, parodiava il celebre spot di una banca tedesca con Brad Pitt: Fiorello, in giacca di pelle, mancava la sedia e cadeva rovinosamente a terra. Il claim era tanto ironico quanto essenziale: «Questo chiaramente non è Brad Pitt». Il secondo video, il 3 ottobre, ha aggiunto la data. Il terzo, una settimana dopo, ha introdotto Fabrizio Biggio, con una domanda che è rimasta senza risposta: «Ma alla fine questo varietà lo facciamo o no?».
È proprio su questa ambiguità che si gioca la strategia. Le guide tv riportano il titolo provvisorio Fiorello e Biggio, mentre alcune testate hanno parlato di Cinque minuti senza Vespa, definizione che circola con insistenza ma che non ha trovato conferma ufficiale. La durata ridotta non è un dettaglio secondario: nelle intenzioni dichiarate dallo stesso Fiorello, si tratta di un adattamento del linguaggio televisivo ai tempi dei social, dove il pubblico è abituato a fruizioni brevi e frammentate . Non un varietà tradizionale, dunque, ma un esperimento che prova a trasferire nella fascia dell'access prime time la velocità e l'immediatezza di un reel, senza rinunciare alla diretta e alla presenza scenica.
Resta da capire se l'appuntamento di stasera sia un episodio isolato o il primo tassello di un progetto più strutturato. La sensazione, leggendo le anticipazioni, è che si tratti di un ponte verso La Pennicanza, il programma radiofonico di Rai Radio 2 che Fiorello conduce con Biggio e il cui ritorno è atteso per la prossima settimana, con un jingle, «ma riduttivo chiamarlo jingle», precisa Fiorello, firmato da Mina. In questo senso, i cinque minuti su Rai 1 funzionerebbero come un richiamo, una sorta di teaser televisivo per un prodotto che nasce altrove, confermando una cifra stilistica cara allo showman: la contaminazione tra mezzi e linguaggi diversi, trattati non come concorrenti ma come stanze comunicanti dello stesso spettacolo.
C'è poi un elemento che riguarda la televisione nel suo complesso. Il ritorno di Fiorello in una fascia così delicata, seppure per pochi minuti, ripropone una questione che il servizio pubblico sembra non aver ancora risolto: la difficoltà di produrre intrattenimento dal vivo capace di aggregare un pubblico vasto e trasversale, in un panorama dove l'offerta è frammentata e i codici espressivi si sono moltiplicati.
Fiorello è probabilmente l'ultimo interprete italiano in grado di muoversi con naturalezza tra imitazione, intervista, gag e improvvisazione senza che il risultato appaia posticcio . Che gli vengano concessi cinque minuti o cinquanta, la questione non cambia: la televisione generalista ha ancora bisogno di una figura che sappia abitarla senza soggezione, e Fiorello, anche in uno spazio ridotto all'osso, continua a dimostrare di saperlo fare.



