A ottocento anni dalla sua morte, Ravenna Festival dedica a San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, il titolo della XXXVII edizione, in programma dal 21 maggio all’11 luglio. “Nacque al mondo un sole” è il verso 50 del Canto XI del Paradiso con cui Dante affida a Tommaso d’Aquino l’elogio di Francesco, luminosissimo avvocato di una riconciliazione universale. Queste parole fanno da filo conduttore del ricco programma del Festival, che sarà aperto da Anne-Sophie Mutter, solista di lusso nel Concerto per violino e orchestra di Beethoven con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Vasily Petrenko, impegnata nella seconda parte con la Quinta Sinfonia di Mahler.

Riccardo Muti, di casa a Ravenna, sarà impegnato con la sua Orchestra Giovanile Luigi Cherubini in due concerti: quello del 7 giugno dedicato alla Suite per orchestra Nobilissima visione di Paul Hindemith, seguito dalla conversazione con Massimo Cacciari intitolata “Doppio ritratto: San Francesco in Dante e Giotto. Il 30 giugno per un programma con musiche di Verdi, De Falla e Ravel (Bolero). Tutti compositori italiani (da Monteverdi a Respighi) invece per il percorso di Muti con The Philharmonic Brass (membri dei Filarmonici di Vienna e Berlino, più amici) il 2 luglio alla Rocca Brancaleone. Dopo il travolgente successo della prima edizione svolta nel 2025, Riccardo Muti riproporrà l’evento Cantare amantis est, la chiamata per coristi di ogni età e preparazione per due giorni di lezioni e prove, l’1 e il 2 giugno.

Tornando a San Francesco, l’Ensemble Micrologus propone una ricostruzione musicale del Cantico delle creature nella Basilica di San Francesco, che accoglie anche la prima de Il Santo folle, commissionato a Guido Barbieri e al compositore Marcello Fera sull’incontro di Francesco con il Sultano, e la conversazione con lo storico medievalista Franco Cardini accompagnato dall’ensemble laReverdie. La convinzione di Francesco che un mestiere sia risorsa non solo economica ma interiore è in sintonia con OperaPaese per Ravenna di Giorgio Battistelli, audace operazione di teatro musicale che rende protagonisti artigiani del territorio. San Francesco è ricordato come l’ideatore del presepe nel dittico di appuntamenti Da Greccio al presepe napoletano, in omaggio anche a Roberto De Simone (scomparso nel 2025 e molto ammirato da Muti). Il pensiero di Francesco è al centro di Nessun cielo è senza luce, performance audiovisiva di Luca Maria Baldini e Salvatore Insana, e del tradizionale appuntamento sulle Viae Sancti Romualdi. Il celebre incontro con il lupo di Gubbio ispira l’Opera da quartiere dell’Orchestra La Corelli nei quartieri di Ravenna e la felice convivenza con il creato promossa dalla rassegna ecosostenibile e diffusa Romagna in fiore (1-24 maggio).

Sono oltre cento le alzate di sipario e più di mille gli artisti (musicisti, attori, danzatori) coinvolti in Ravenna Festival 2026. Fra loro: Kent Nagano, Nicola Piovani e Toni Servillo, la Münchener Kammerorchester con Enrico Onofri, Stefano Bollani, Enrico Rava, Pat Metheny, Jeff Mills, Emma Nolde, Sadeck Berrabah, Yoann Bourgeois.

Il Festival visita anche quest’anno le basiliche bizantine Patrimonio Unesco. A San Vitale gli estoni Vox Clamantis, ensemble di riferimento per Arvo Pärt, e l’ensemble Constantinople creato dall’iraniano Kiya Tabassian. A Sant’Apollinare in Classe La Cappella Neapolitana per la prima parte del dittico Da Greccio al presepe napoletano (che si completa all’Alighieri con Cantata dei pastori di e con Peppe Barra), ma anche Le Poème Harmonique e il Coro da camera del Conservatorio di Ljubljana. Quest’ultimo, al pari di Vox Clamantis, Coro da camera Vikra e la ravennate Cappella Musicale di San Francesco, partecipa a In templo Domini, il tradizionale percorso di liturgie domenicali.

Annunciato anche il programma dell’appendice autunnale del Ravenna Festival. Il Festival torna in scena dal 13 al 17 novembre con la Trilogia d’Autunno, dal titolo Mozart 1791. Con la regia di Chiara Muti, Ottavio Dantone alla guida dell’Orchestra Cherubini e il Coro della Cattedrale di Siena Guido Chigi Saracini preparato da Lorenzo Donati in programma una nuova produzione de La clemenza di Tito, la creazione originale L’ultimo incanto (basata su Il flauto magico e le ultime composizioni di Mozart) e il Requiem.