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A Santa Chiara d’Assisi, che compare come personaggio nei numerosi film dedicati a San Francesco (da Francesco giullare di Dio di Roberto Rossellini del 1950, a Il sogno di Francesco, con Elio Germano del 2016, passando Fratello sole sorella luna dei Franco Zeffirelli del 1972) la regista Susanna Nicchiarelli ha dedicato il film Chiara (stasera su Rai 5), presentato alla Mostra del cinema di Venezia nel 2020 con l’attrice Margherita Mazzucco (Elena nella serie tv L’amica geniale), una interpretazione poetica ma anche proto-femminista della nobile giovane che fugge da casa e da un matrimonio imposto dalla famiglia, per seguire il poverello di Assisi.


Al di là dell’interpretazione del fim della Nicchiarelli, a livello storico sappiamo che Chiara nacque ad Assisi nel 1193, dalla nobile e ricca famiglia degli Offreducci, vi morì a sessant’anni l’11 agosto 1253. Due anni dopo fu canonizzata da papa Alessandro IV. Aveva dodici anni Chiara, quando Francesco d'Assisi compì il gesto di spogliarsi di tutti i vestiti per restituirli al padre Bernardone.
Conquistata dall'esempio di Francesco, la giovane Chiara la sera della Domenica delle Palme del 1211 o 1212, fuggì da casa per raggiungerlo alla Porziuncola, come era chiamata allora la chiesetta di Santa Maria degli Angeli, dove era attesa da Francesco e dai suoi frati. Il Santo le tagliò i capelli e le fece indossare il saio francescano, per poi condurla al monastero benedettino di S. Paolo, a Bastia Umbra, dove il padre tentò invano di persuaderla a ritornare a casa.
Si rifugiò allora nella Chiesa di San Damiano, in cui fondò l'Ordine femminile delle «povere recluse» (chiamate in seguito Clarisse) di cui fu nominata badessa e dove Francesco dettò una prima Regola. Chiara scrisse successivamente la Regola definitiva chiedendo ed ottenendo da Gregorio IX il «privilegio della povertà».
Il cardinale Ugolino, vescovo di Ostia e protettore dei Minori, le diede una nuova regola che attenuava la povertà, ma lei non accettò sconti: così Ugolino, diventato papa Gregorio IX (1227-41) le concesse il “privilegio della povertà”, poi confermato da Innocenzo IV con una solenne bolla del 1253, presentata a Chiara pochi giorni prima della morte.
Chiara visse a San Damiano per 42 anni, quasi sempre malata, seguita da molte sue amiche e parenti (la madre Ortolana, la zia Bianca, le sorelle Agnese e Beatrice).


Austerità sempre.
Però "non abbiamo un corpo di bronzo, né la nostra è la robustezza del granito". Così dice una delle lettere (qui in traduzione moderna) ad Agnese di Praga, figlia del re di Boemia, severa badessa di un monastero ispirato all’ideale francescano. Chiara le mandava consigli affettuosi ed espliciti: "Ti supplico di moderarti con saggia discrezione nell’austerità quasi esagerata e impossibile, nella quale ho saputo che ti sei avviata". Agnese dovrebbe vedere come Chiara sa rendere alle consorelle malate i servizi anche più umili e sgradevoli, senza perdere il sorriso e senza farlo perdere.
È patrona della televisione in ricordo del miracolo di cui fu protagonista la santa che, inferma nel letto, poté vedere miracolosamente la liturgia del Natale celebrata nella chiesa di San Francesco.; il suo nome, dal latino, significa “trasparente, illustre” e ha come emblema il giglio. La principale chiesa dedicata alla Santa è la Basilica di Santa Chiara ad Assisi, dove le sue spoglie sono conservate. L'unica cattedrale a lei dedicata, invece, si trova nella città di Iglesias, in Sardegna.
Il miracolo eucaristico
Chiara si distinse per il culto verso l'Eucarestia. Per due volte Assisi venne minacciata dall'esercito dell'imperatore Federico II che contava, tra i suoi soldati, anche saraceni. Chiara, in quel tempo malata, fu portata alle mura della città con in mano la pisside contenente il Santissimo Sacramento: i suoi biografi raccontano che l'esercito, a quella vista, si dette alla fuga. Questo avvenimento viene ricordato e festeggiato solennemente ogni anno ad Assisi con la "festa del voto" delle clarisse, il 22 giugno.



