Sarà il volto di una donna di 106 anni, testimone diretta di una delle giornate più decisive della nostra storia, a ricordare dal palco del Festival di Sanremo gli 80 anni della Repubblica italiana. Ad annunciarlo è stato il direttore artistico e conduttore Carlo Conti, ricevuto venerdì mattina al Palazzo del Quirinale insieme ai cantanti in gara dal presidente Sergio Mattarella.

«Sul palco parleremo di questa importante ricorrenza», ha spiegato Conti rivolgendosi al Capo dello Stato, «e lo faremo ospitando una signora che ha 106 anni e che proprio quel 2 giugno del 1946 per la prima volta ebbe l’onore di votare. È il nostro modo per celebrare questa Repubblica e la libertà che tutti noi abbiamo da quel giorno».

La scelta di portare sul palco una donna che partecipò al referendum istituzionale del 1946 richiama un passaggio fondamentale: per la prima volta votarono anche le donne. Quel gesto, semplice e solenne insieme, segnò l’ingresso pieno delle italiane nella vita democratica del Paese e resta uno dei fondamenti della nostra convivenza civile.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontra i partecipanti della 76° edizione del Festival di Sanremo, accompagnati dal Conduttore e Direttore Artistico, Carlo Conti, e dalla Co-conduttrice Laura Pausini, Roma 13 febbraio 2026. ANSA/Francesco Ammendola - Uff stampa Quirinale + UFFICIO STAMPA, PRESS OFFICE, HANDOUT PHOTO, NO SALES, EDITORIAL USE ONLY + NPK
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontra i partecipanti della 76° edizione del Festival di Sanremo, accompagnati dal Conduttore e Direttore Artistico, Carlo Conti, e dalla Co-conduttrice Laura Pausini, Roma 13 febbraio 2026. ANSA/Francesco Ammendola - Uff stampa Quirinale + UFFICIO STAMPA, PRESS OFFICE, HANDOUT PHOTO, NO SALES, EDITORIAL USE ONLY + NPK
Il Presidente della Repubblica Mattarella con i partecipanti della 76° edizione del Festival di Sanremo, (ANSA)

L’incontro al Quirinale: cultura pop e istituzioni

L’annuncio è maturato in un clima di forte valore simbolico. Per la prima volta nella storia il Presidente della Repubblica ha ricevuto al Quirinale il cast del Festival con tutti i cantanti in gara (tranne Patty Pravo) insieme a Conti e alla co-conduttrice Laura Pausini. Un gesto che suggella il legame tra cultura popolare e istituzioni repubblicane.

Mattarella ha voluto sottolineare come il Festival sia «un momento che raccoglie e sollecita i giovani a impegnarsi e a partecipare alla dimensione della musica leggera e popolare» e «un appuntamento importante nella vita del Paese». Ha ricordato la prima edizione del 1951 – «avevo dieci anni» – evocando la voce “inconfondibile” di Nunzio Filogamo, quando Sanremo viveva soltanto attraverso la radio e l’immaginazione degli ascoltatori.

Il Capo dello Stato ha anche richiamato il valore economico e sociale dell’industria musicale, realtà «fiorente» e significativa per il Paese: «Quello che fate è espressione della vostra capacità artistica, ma anche contributo alla vita culturale e sociale del nostro Paese».

L’incontro si è chiuso con un momento di leggerezza quando gli artisti hanno intonato Azzurro. Mattarella ha sorriso e, con ironia, ha spiegato di non unirsi al coro «per non turbarlo», ricordando un insegnamento dell’infanzia. Un siparietto semplice, ma capace di restituire il clima familiare e cordiale di un incontro che ha unito solennità e spontaneità.

Memoria civile e responsabilità

Il riferimento agli 80 anni della Repubblica colloca l’edizione 2026 del Festival dentro una cornice più ampia. Non solo spettacolo, ma occasione di riflessione civile. Non solo gara canora, ma spazio simbolico dove la comunità nazionale si ritrova. Sul palco che ogni anno raggiunge milioni di italiani, la memoria della Repubblica entrerà così nelle case con la forza semplice di una storia personale. Perché la democrazia non è soltanto un assetto istituzionale: è una trama di volti, di gesti, di vite che continuano a parlare. E quale migliore occasione di Sanremo?