I più agé l’avranno sicuramente riconosciuta: le due righe che aprono Stella stellina la canzone di Ermal Meta, dedicata a una bambina uccisa a Gaza, non sono un vezzo ma il riemergere di una voce che viene da lontano, dalle parole di una poesia di Lina Schwarz che con le sue bellissime filastrocche ha accompagnato generazioni di bambini. Nata a Verona nel 1876 in una famiglia ebrea di origine ungherese e trasferitasi a Milano bambina, maturò un’attenzione precoce per i temi pedagogici, filosofici e sociali, intrecciando scrittura e impegno civile in un tempo che chiede alle donne soprattutto discrezione.

Il successo arriva presto: nel 1904 pubblica il primo libro per l’infanzia; nel 1910 molte filastrocche diventano canzoncine musicate e circolano nelle case e nelle scuole; Stella stellina trova la sua casa editoriale in Ancora... e poi basta. La nota raccolta di filastrocche per bambini, è stata pubblicata nel 1920 e ha avuto numerose edizioni nel corso del tempo e svariate ristampe moderne. La ricorda sicuramente chi è stato bambino dagli anni ‘50 in poi poiché Stella stellina è diventata una delle più celebri ninne nanne italiane.

Negli anni Trenta alcune poesie di Lina Schwarz vengono musicate da Nino Rota: un passaggio che racconta quanto il suo repertorio fosse percepito come patrimonio comune, così da fare scomparire il nome dell’autrice scompare: le filastrocche entrano anonime nelle antologie scolastiche, diventano di tutti.

Parallelamente, la Schwarz lavora nell’ombra dell’educazione. Traduttrice di Rudolf Steiner, pedagogista e filosofo, di cui diffonde in Italia conferenze e saggi, dopo la Prima guerra mondiale si fa promotrice dell’antroposofia. Con Lavinia Mondolfo fonda a Milano la scuola “Leonardo da Vinci” e nel 1923 rappresenta l’Italia al convegno di fondazione della Società antroposofica universale a Dornach: una presenza femminile in un consesso internazionale dominato dagli uomini. Accanto a questo, l’impegno filantropico con Unione Femminile, La Fraterna, Associazione Scuola e Famiglia. Dove porta avanti pratiche quotidiane come le letture con le bambine, sostegni concreti alle famiglie in difficoltà.

Una delle più diffuse edizioni della raccolta di poesia \\\"Ancora... e poi basta\\\" di LIna Schwarz contenente la poesia \\\"Stella stellina\\\".
Una delle più diffuse edizioni della raccolta di poesia \\\"Ancora... e poi basta\\\" di LIna Schwarz contenente la poesia \\\"Stella stellina\\\".

Una delle più diffuse edizioni della raccolta di poesia Ancora... e poi basta di LIna Schwarz contenente la poesia "Stella stellina".

Poi la frattura della storia. Di famiglia ebraica la Schwarz è costretta a fuggire: prima ad Arcisate, nel varesotto, poi oltreconfine, a Brissago in Svizzera, per sottrarsi alle persecuzioni e alla deportazione. Rientra in Italia nel 1945 e torna ad Arcisate, dove vive gli ultimi anni alla fattoria La Monda, tra quiete di campagna e relazioni familiari. È un rifugio che racconta un’altra idea di tempo: quello lento della cura, della natura, della pedagogia vissuta come esperienza concreta. Muore il 24 novembre 1947.

Sulla tomba chiede che sotto il nome celebre sia inciso “detta zia Lina”: un epitaffio che è una dichiarazione di poetica. Non l’autrice da vetrina, ma la parente che accompagna i bambini alla notte. Nel 1963 le viene intitolata una scuola elementare di Arcisate: segno tardivo, ma necessario, di un riconoscimento pubblico. Oggi, quando una canzone riaccende quelle rime, non si tratta di un recupero vintage: è la prova che certe parole, nate per i più piccoli, sanno attraversare le epoche.

Ecco il testo completo della poesia

Stella stellina,
la notte s'avvicina,
la fiamma traballa,
la mucca è nella stalla,
la mucca e il vitello,
la pecora e l'agnello,
la chioccia e 'l pulcino,
ognuna ha il suo bambino,
ognuno ha la sua mamma,
e tutti fan la nanna.