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A quattro anni dall’ultimo album, dopo aver suonato nei templi della musica dal vivo in Italia e oltreconfine esce oggi il nuovo album di Serena Brancale Sacro (Isola degli Artisti / Atlantic Records Italy / Warner Music Italy) .
Sacro è un disco che racconta chi è diventata Serena. Se Qui con me, con cui ha gareggiato all’ultima edizione del Festival di Sanremo è stata una lettera intima dedicata alla madre scomparsa nel 2020, un dialogo tra memoria e luce, il nuovo album espande quel racconto e lo rende universale. È un lavoro che parla di radici e spiritualità, di appartenenza e libertà, di carne e anima, ma anche di festa e celebrazione. Un disco che unisce groove e introspezione, eleganza e istinto, scrittura raffinata e vibrazione viscerale.


La storia dell’artista prende forma ed evolve costantemente per dare spazio a tutte le sue anime. Studio, ricerca e sperimentazione si riflettono così negli ospiti all’interno di Sacro. Un titolo che apre alla dimensione spirituale: «Non ho un credo religioso ma sono certa che ci sia un mondo dopo la morte. Mi piace credere che una persona che passa dall’altra parte possa guardarmi vivere sempre e se ne ho bisogno starmi vicino».
Tra i brani dell’album, Serenata (disco di platino) che, cantata con la conterranea Alessandra Amoroso, è stata una delle colonne sonore della scorsa estate. E Anema e core, che aveva poortato in gara a Sanremo 2025. Ma il valore di Serena supera anche i confini nazionali e ci regala perle con vere e proprie icone della musica mondiale. Ad accompagnarla in due brani l’acclamato cantautore jazz/soul americano Gregory Porter (vincitore di due Grammy). Oltre al classico Bésame Mucho di Consuelo Velázquez (già reinterpretato all’Ariston con Delia), anche nell’inedito Solo un’ora insieme alla rivelazione Sayf.


«Sono attratta dagli Stati Uniti da sempre», spiega Serena che «da come loro sentono la musica. Tutte le mie collaborazioni con americani mi hanno sempre arricchito tanto, perché sono jazz nell’attitudine e soul nel cantare qualsiasi canzone». Nell’album è presente anche un meraviglioso incontro con Omara Portuondo, leggendaria voce cubana, in Aquello (testo in spagnolo), impreziosito dall’unione con Pamela. Ospite di Serena anche Richard Bona, virtuoso cantante e polistrumentista camerunese vincitore di un Grammy, in Gitana. Non mancano poi i dialoghi tra nu-soul, jazz, R&B e world music insieme a Alborosie.E poi molti brani in dialetto barese, come Bariamore (Kess iè casa mia/ Kand nzim ammè / Parl cn L man e sa percè), e Magic Puglia (Puglia Puglia/ U dialett salentin/ Raffo Raffo /Uè La cozza tarandin).
E poi non poteva mancare Qui con me, che ha emozionato il pubblico e le è valso il Premio della Sala Stampa “Lucio Dalla”, il Premio Lunezia e il Premio TIM. «Un ricordo vivido di mia madre», ci racconta «è la sua voce durante le prove settimanali del suo coro. Era un contralto ed io piccolina la ascoltavo, e a furia di starle vicino imparai tutto il suo repertorio. Al Festival, dove nella serata finale ho indossato uno dei suoi abiti, con me c’era mia sorella, che ha diretto l’orchestra, e mio fratello che è venuto a trovarmi. Sono molto legata alla famiglia e sono sempre felice quando scendo in auto in Puglia per abbracciare mio padre».
Dopo il nuovo disco l’artista partirà ad aprile con il “SACRO TOUR”, che porterà la sua energia in Italia e in Europa. Un tour che partirà da Londra il 30 aprile fino ad arrivare il 3 ottobre nella sua Bari. Qui sotto tutte le date:









