Sara Balotta ha 42 anni, vive a Barco di Bibbiano, è sposata e ha bambini. Una condizione comune a tante donne, che però l’ha presto trasformata in una caregiver e poi anche scrittrice. Quando la sua vita è stata spezzata in due dalla diagnosi di autismo e Adhd del primo figlio Alessandro, ha deciso di raccontarsi, prima in un blog, poi con dei video, ora in un libro. La sua storia ha preso vita nelle pagine di In punta di piedini. Mio figlio, l’autismo e una vita fuori programma (ON edizioni), che nasce dalla consapevolezza che la disabilità, per essere compresa, va vista e vissuta.

Perché ha deciso di mettere nero su bianco la sua storia?

«Per sentirmi meno sola e allo stesso tempo fare sentire meno soli i genitori che vivono la mia stessa situazione. E perché una volta che le parole sono sulla carta diventano realtà».

E qual è la realtà di una mamma con un bimbo autistico?

«È quella di un capitano senza bussola in un mare agitatissimo. Ma spero che condividere la mia esperienza con gli altri possa dare sostegno e speranza a coppie in difficoltà, aiutandole a ritrovare la direzione».

Il sostegno dello Stato non è sufficiente?

«Per i genitori di bimbi con disabilità purtroppo no. Sono loro che vanno aiutati, proprio per essere in grado di sostenere i figli. E vanno supportati anche i fratelli (come il mio secondogenito Samuele), perché non si sentano abbandonati e invisibili».

Sara Balotta