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Ci sono luoghi in cui la storia non si limita a passare: vi mette le radici, trasforma la terra e parla a chi sa ascoltare. Cascina Molino Torrette, immersa nel verde del Parco Lambro a Milano, è uno di questi santuari laici ed esistenziali.
Qui, dove l’asfalto della metropoli cede il passo all’erba e al silenzio, per decenni ha battezzato il suo impegno quotidiano un uomo che non ha mai temuto di sporcarsi le mani con le ferite del mondo: don Antonio Mazzi. A due mesi dalla sua scomparsa, quelle mura e quei viali si preparano a riaprirsi non per un semplice rito del ricordo, ma per riaffermare un’eredità viva, pulsante, collettiva.


Domenica 4 ottobre, alle ore 16.00, la Fondazione Exodus ETS e l’associazione Educatori Senza Frontiere ETS invitano tutti a stringersi in una celebrazione che ha il sapore del ringraziamento e della continuità. La scelta della data non è un dettaglio del calendario, ma una vera e propria dichiarazione di intenti. È il giorno dedicato a San Francesco d’Assisi, il santo dell’itineranza, della spogliazione, della fraternità radicale. Per don Antonio, il Poverello di Assisi non è mai stato una statuina da nicchia, ma una bussola ideale e pedagogica. Da lui ha mutuato l’idea che l’educazione non si fa al chiuso delle aule o dall’alto dei pulpiti, ma lungo le strade, incontrando gli “scartini”, come amava chiamare con provocatoria tenerezza i ragazzi scartati dalla società, e offrendo loro non una morale, ma un abbraccio e una casa.
La liturgia nella cascina del Parco Lambro sarà viva, aperta, corale. A concelebrarla saranno don Giovanni Conti, don Antonio Loi e don Stefano Stimamiglio – direttore di FAMIGLIA CRISTIANA –, compagni di viaggio ed effettivi testimoni dell’opera di Exodus. Ad accompagnare la preghiera e il ricordo ci saranno le note del coro della Schola Cantorum Ars Nova, diretto dal Maestro Mauro Ivano Benaglia. Ma non ci saranno formalismi o paludamenti: nello stile schietto e senza orpelli che ha sempre caratterizzato il Don, la giornata sarà un abbraccio tra giovani, educatori, volontari e amici di ieri e di oggi.
Un filo rosso di memoria e di preghiera unirà Milano al resto d'Italia. Il percorso di ricordo toccherà infatti altre due tappe simboliche della storia di Exodus: sabato 3 ottobre, alle 16.30, la Sede Exodus di Cassino ospiterà la Santa Messa presieduta dall’Abate Emerito di Montecassino, S.E. Don Bernardo d’Onorio, e concelebrata dall’Abate Ordinario Dom Luca Fallica; lunedì 5 ottobre, alle 18.00, la Cattedrale di Verona accoglierà il ricordo presieduto dal Vescovo Domenico Pompili e concelebrato da Padre Massimiliano Parrella, Casante dell’Opera Don Calabria.
Ripercorrere oggi questa trama di volti e di rinascita significa riconoscere che l'impronta lasciata da don Mazzi non appartiene al passato. Lo dimostra anche il “viaggio in voce” che Famiglia Cristiana ha dedicato alla sua figura nel podcast “Don Mazzi vive ancora nei giovani”, un racconto corale da me curato che dà voce agli educatori e ai ragazzi cresciuti nelle comunità di Exodus. Attraverso quelle testimonianze emerge una verità limpida: don Antonio non ha lasciato solo un'opera o una fondazione, ma una postura verso la vita. Una scommessa ostinata sulla possibilità di riscatto per chiunque sia caduto.
Domenica al Parco Lambro non si chiuderà un capitolo, ma si rinnoverà una promessa: continuare a camminare sulla strada degli ultimi, dove l'umanità si svela nuda e dove risiede, oggi come ieri, la sola salvezza possibile.
Dettagli e indicazioni logistiche
Data e ora: Domenica 4 ottobre 2026, ore 16:00
Luogo: Cascina Molino Torrette – Parco Lambro, Milano
Ingresso pedonale: Via Carlo Cazzaniga (traversa di Via Rizzoli)
Mezzi pubblici: Metropolitana Linea Verde (M2), fermata Crescenzago











