Le tensioni internazionali hanno bloccato o modificato le rotte tradizionali dei pellegrinaggi: quali mete sono completamente “fuori causa” e quali invece vi sentite di consigliare senza problemi?

«Attualmente, tutta l’area del Medio Oriente è ferma per quanto riguarda i pellegrinaggi e il turismo in genere. In relazione alle tradizionali mete in quell’area, molte compagnie hanno cancellato i voli oltre che per Tel Aviv anche per Amman, per le prossime settimane e addirittura mesi. Noi comunque seguiamo sempre le indicazioni date dal governo italiano e pubblicate sul sito viaggiaresicuri.it. Quindi, le mete più richieste in questo periodo per i pellegrinaggi sono quelle europee».

Si vanno affermando destinazioni religiose alternative?

«Le destinazioni religiose alternative alla Terra Santa e ai luoghi sacri del Medio Oriente sono molte. Le persone prediligono i tradizionali centri di pellegrinaggio in Europa come Lourdes, Fatima, Czestochowa, Medjugorje, Santiago de Compostela e sicuramente Assisi, nell’anno francescano in occasione degli 800 anni dalla morte di san Francesco. Abbiamo inoltre notato negli ultimi anni un interesse sempre maggiore per i Cammini religiosi in Italia e in Europa, oltre alla riscoperta di mete più particolari alla ricerca della spiritualità, come ad esempio i santuari dedicati al Sacro Cuore di Gesù in Francia, la Ruta Mariana in Spagna e vari itinerari legati ai Santi Padri e Madri della Chiesa. I fedeli amano anche ripercorrere i tradizionali pellegrinaggi sui passi di san Paolo in Grecia, a Malta e in Turchia, anche se quest’ultima destinazione risente indirettamente dell’attuale situazione geopolitica».

L’aumento dei costi dei voli rischia di rendere alcune mete meno accessibili: come si può fare in modo che questi viaggi non diventino un’esperienza per pochi?

«Noi siamo un tour operator specializzato in pellegrinaggi e tour culturali di gruppo e le nostre proposte vengono pianificate con molti mesi di anticipo: per questo motivo, le partenze attualmente in programma non subiranno variazioni di prezzo. Per quanto riguarda le partenze future, auspichiamo sinceramente un miglioramento della situazione nel breve periodo, affinché i costi del carburante e del cherosene possano tornare su livelli più sostenibili. Parallelamente, già a partire dallo scorso anno, abbiamo iniziato a sviluppare e programmare anche pellegrinaggi in treno, in particolare in Italia, dove la rete ferroviaria offre una copertura capillare e rappresenta un’alternativa valida e sostenibile».

Le rotte nuove, spesso più sostenibili e meno conosciute, possono diventare uno stimolo per proporre percorsi che rispettino il creato, le comunità e i territori?

«Certamente sì. Da quest’anno, stiamo assistendo a un accresciuto interesse per i grandi e medi cammini e pellegrinaggi a piedi, dove è possibile coniugare benefici per il corpo e ristoro per l’anima, nel rispetto della creazione e alla ricerca di luoghi legati alla storia e alla cultura dell’entroterra dei nostri Paesi. Li abbiamo battezzati “i trekking dell’anima”. Si tratta di cammini spirituali di gruppo con accompagnatore, della durata di circa una settimana, per prendersi una pausa dalla frenesia della quotidianità e ritrovare il proprio centro all’interno di un’esperienza dove corpo e anima si alleano. I trekking richiesti attraversano alcuni dei paesaggi più suggestivi e spiritualmente significativi d’Italia e d’Europa: dalle colline senesi e dai borghi medievali della Via Francigena ai boschi silenziosi e ai santuari francescani lungo la Via di Francesco; dai panorami montani e dai conventi storici delle Marche lungo il cammino dei Cappuccini fino ai sentieri atlantici del cammino portoghese o di quello francese, che conducono verso la Spagna del Nord e verso Santiago. Abbiamo cercato di includere anche proposte estive: la costa del Salento, da Otranto a Santa Maria di Leuca, approfondendo la persona e la spiritualità di don Tonino Bello».