Ci sono strade che non si misurano in chilometri, ma in cambi di luce e prospettiva. L’ultimo lembo di questo cammino, che si snoda tra i confini della Sabina fino a confluire nel cuore di Roma, è pura transizione: il silenzio minerale e intatto della Valle Santa Reatina si stempera progressivamente nei toni caldi dell’Agro romano.

È qui, tra gli uliveti d’argento, le antiche vie consolari e le sponde fluviali dell’Aniene e del Tevere, che i passi del pellegrino smettono di cercare l’orizzonte selvaggio e iniziano a misurare lo spazio interiore, preparandosi all’incontro con il centro della cristianità.

Il mio viaggio attraversa l’Alta Valnerina lungo il corso del fiume Nera.

Il Lago di Piediluco.
Il Lago di Piediluco.
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Lasciata l’Abbazia di San Pietro in Valle (www.sanpietroinvalle.com), seguo un sentiero faunistico attrezzato con rifugi per la fauna minore, spunto per una riflessione sul biocentrismo radicale del santo. A Ferentillo, la guida escursionistica Sebastiano Torlini, 40 anni, neosindaco, mi indica le imponenti fortificazioni medievali che dominano la roccia: «Le quaranta rocche della zona nascono come uno scudo di pietra per proteggere l’abbazia e il suo isolamento contemplativo, prima di essere riconvertite in campanili». Dopo una visita al Museo delle Mummie (www.mummiediferentillo.it), il cammino tocca il borgo medievale di Arrone e si apre di colpo davanti alla vertigine liquida della cascata delle Marmore (www.cascatadellemarmore.info). Costeggiando il Velino, i passi approdano poi alle sponde placide del Lago di Piediluco.

Fede e spiritualità

Sulla via di Francesco, dove i nostri passi incontrano i suoi

Sulla via di Francesco, dove i nostri passi incontrano i suoi
Sulla via di Francesco, dove i nostri passi incontrano i suoi

Verso lo scenografico borgo di Labro, valicando il confine del Lazio (www.visitlazio.com), faccio sosta nella tenuta boscosa di Sauro Pellerucci, 58 anni. Vengo conquistato dal suo ottimismo controcorrente: imprenditore della Digital transformation, teorizza la necessità di investire sulla persona e sulle capacità umane irreplicabili dalle macchine. Qui nascono le sue idee altruiste, come il progetto “Io sono una persona per bene” (www.iosonounapersonaperbene.it) che sfida la diffidenza preventiva e la narrazione catastrofica dei media. Sauro spiega: «La più bella notizia – che non fa mai titolo – è che oggi non sia scoppiata nessuna guerra. Con l’Associazione PalaSì Cultura&Eventi (www.palasi.it) vogliamo proporre un’economia della fiducia. Dire a qualcuno “so che sei una persona per bene” è un investimento etico».

Fede e spiritualità

Sulla via di Francesco, per farsi avvolgere da “sorella natura”

Sulla via di Francesco, per farsi avvolgere da “sorella natura”
Sulla via di Francesco, per farsi avvolgere da “sorella natura”

In piena Valle Santa Reatina, la prima luce a Rivodutri mi accoglie presso la sorgente valchiusana di Santa Susanna, dalla quale – seguendo i segnavia gialli e blu – inizia l’ascesa verso il monumentale Faggio di San Francesco sotto il quale – si narra - il Poverello d’Assisi trovò riparo da un violento temporale. Discendendo, il profilo del Terminillo mostra i suoi circhi glaciali ancora striati di neve, mentre la Cima delle Armi domina Poggio Bustone. Arrivo al santuario di San Giacomo (www.santuarivallesanta.com), incastonato tra balze calcaree. Frate Renzo Cocchi, 56 anni, mi accoglie in cucina insieme ai suoi gatti, Luna e Ruffo, in un clima di armonia francescana. Le sue parole offrono una lezione sulla Provvidenza: «È una cosa seria. Va invocata e non tentata». Visito lo speco primigenio, l’anfratto roccioso originario, prima di ammirare la vista sulla Piana Reatina al tramonto. Il mattino seguente riparte dal Bar Francescano di Elio Santori, aperto dal 1958. Elio, 58 anni, ricorda quando, nel 1968, il giovane cardinale Karol Wojtyla si ferma nel locale prendendolo in braccio da bambino. La Via di Francesco (www.viadifrancescolazio.it) riparte per Cantalice. Presso il santuario di San Felice all’Acqua intercetto Emanuele, 67 anni, Nadia, 69 anni, e Francesca, 62 anni: «Siamo partiti da La Verna, puntiamo a vedere la cupola di San Pietro, l’Italia a piedi ha un fascino diverso… sa di Francesco». Il viaggio prosegue verso il santuario della Foresta. Attraversata Rieti, il cammino punta a Fonte Colombo, il “Sinai francescano”. Esploro il chiostro e scendo al Sacro Speco, una stretta fessura carsica.

Greccio, dove è presente la Sacra Grotta del presepe.
Greccio, dove è presente la Sacra Grotta del presepe.
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A Greccio (www.oasidigreccio.it) visito la Sacra Grotta del presepe e raccolgo la testimonianza di frate Giovanni Loche (55 anni): «Greccio è il manifesto dell’umiltà di Dio che si fa piccolo». Da qui, la Sabina si manifesta con colline punteggiate di ulivi d’argento. Il sentiero intercetta il cimitero monumentale di Monteleone Sabino e l’area archeologica di Trebula Mutuesca (www.museomonteleonesabino.it), con l’anfiteatro romano e la chiesa romanica di Santa Vittoria. Si scende superando i ruderi di una mola ad acqua, per poi risalire verso Poggio Moiano e la chiesetta rurale di San Martino, del decimo secolo, concludendo la tappa davanti al Castello Orsini (www.comune.montenerosabino.ri.it/vivere_il_comune/luoghi/luogo_3.html) a Ponticelli.

A Monterotondo, dalla fontana dei Leoni, il cammino si prepara alla discesa finale verso la campagna romana. I passi affondano nella Riserva naturale della Marcigliana (www.romanatura.roma.it), un tratto intatto dell’Agro romano che custodisce il sito protostorico di Crustumerium (www.cultura.gov.it/luogo/parco-archeologico-di-crustumerium). Il silenzio rurale si interrompe gradualmente entrando a Monte Sacro. Una scalinata conduce a piazza Sempione, dove la chiesa dei Santi Angeli Custodi accoglie i pellegrini alle porte di Roma.

L’ultimo miglio segue la via Nomentana, devia lungo la pista ciclo-pedonale dell’Aniene e costeggia Monte Antenne. Oltrepassati l’Auditorium e viale Tiziano, si attraversa l’antico Ponte Milvio, proseguendo sulla banchina del Tevere fino a Ponte Sant’Angelo. Risalita la scala, appare l’asse prospettico di via della Conciliazione, in fondo al quale si staglia, imponente, la basilica di San Pietro (www.basilica
sanpietro.va). Al colonnato del Bernini si ritira il Testimonium. La pietra dei santuari quassù sembra diversa, levigata dal baccano del mondo, ma se chiudi gli occhi e ascolti il respiro, capisci che il silenzio che trovi dentro la roccia della Sabina te lo porti dietro fin qui. È questa la vera stanza che Francesco insegna ad abitare.