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Nessun Papa aveva portato la croce per tutte e 14 le stazioni. Lo farà, invece, papa Leone, il 3 aprile, quando la via Crucis al Colosseo, ripercorrerà le tappe vissute da Gesù fino alla morte sul Golgota. Con sé il Pontefice porterà il dolore e la sofferenza di tutti i credenti, in particolare di quelli della Terra Santa. Le meditazioni, che saranno rese note nella stessa giornata di venerdì, infatti, sono state affidate, su richiesta dello stesso Prevost, a padre Francesco Patton, Custode di Terra Santa dal 2016 al 2025 e oggi in Giordania, sul Monte Nebo.
Fu Giovanni XXIII a riprendere la tradizione della via Crucis al Colosseo per la Pasqua del 1959 dopo che la celebrazione, cominciata nel 1750 con Benedetto XIV, si era interrotta nel 1870 con la presa di Roma. Solo con Paolo VI nel 1965, però, divenne annuale e trasmessa in eurovisione. Lo stesso Paolo VI portò la croce per alcune delle 14 stazioni della via Crucis. Lo stesso fece anche Giovanni Paolo II finché la salute glielo consentì, limitandosi successivamente a presiedere la celebrazione da un palco sul colle Palatino. Fino alla Pasqua del 2005 quando Wojtyla fu costretto a seguire la via Crucis dal suo studio in Vaticano per le gravissime condizioni di salute che lo portarono alla morte una settimana dopo. A scrivere le meditazioni l’allora cardinale Ratzinger, che, nel commento alla nona stazione, quella in cui Gesù cade per la terza volta, aveva denunciato: «Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui!». Da Papa Benedetto XVI riprese la tradizione di portare la croce in alcune stazioni, mentre papa Francesco ha presieduto dal palco sul colle Palatino fino al 2019 e nel 2022. Nel 2020 e nel 2021, a causa della pandemia da Covid, la via Crucis si è tenuta in piazza San Pietro. Dal 2023 papa Francesco, per motivi di salute, non ha più presieduto la via Crucis.




