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Un pensiero alla Giornata mondiale della Libertà di stampa patrocinata dall’Unesco, che ricorre proprio il 3 maggio «un diritto spesso violato, ricordiamo i numerosi giornalisti e report vittime delle guerre e della violenza» ha detto Leone e un saluto in piazza all’associazione Meter che «da 30 anni si impegna per difendere i minori dagli abusi». L’Angelus di questa prima domenica del mese mariano, «in tutta la Chiesa si rinnova la gioia di ritrovarsi nel nome di Maria nostra madre», ci ricorda che «nel mondo del Risorto ciò che vale di più è alla portata di tutti, la gratitudine prende il posto della competizione. L'accoglienza cancella l'esclusione, l'abbondanza non comporta più diseguaglianza».
Il discorso integrale
Buona domenica. Nel tempo pasquale, come la Chiesa nascente, ritorniamo a parole di Gesù che sprigionano il loro pieno significato alla luce della sua passione, morte e risurrezione. Quello che prima ai discepoli sfuggiva, o provocava turbamento, ora riaffiora alla memoria, scalda il cuore e dona speranza.
Il Vangelo proclamato questa domenica ci introduce nel dialogo del Maestro con i suoi durante l'ultima cena. In particolare, ascoltiamo una promessa che ci coinvolge fin da ora nel mistero della sua Resurrezione. Gesù dice “quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me perché dove sono io siate anche voi”.
Gli apostoli scoprono così che in Dio c'è posto per ciascuno. Due di loro lo avevano sperimentato sin dal primo incontro con Gesù presso il fiume Giordano, quando lui si era accorto che lo seguivano e li aveva invitati a fermarsi quel pomeriggio a casa sua. Anche ora davanti alla morte Gesù parla di una casa questa volta molto grande è la casa del padre suo e padre nostro dove c'è posto per tutti. Il figlio si descrive come il servo che prepara le stanze perché ogni fratello e sorella arrivando trovi pronta la sua e si senta da sempre atteso e finalmente ritrovato.
Carissimi, nel mondo vecchio in cui ancora siamo in cammino ad attirare l'attenzione sono i luoghi esclusivi, le esperienze alla portata di pochi. Il privilegio di entrare dove nessun altro può. Invece, nel mondo nuovo in cui il Risorto ci porta ciò che vale di più è alla portata di tutti, ma non per questo perde attrattiva. Al contrario, ciò che è aperto a tutti ora dà gioia, la gratitudine prende il posto della competizione. L'accoglienza cancella l'esclusione, l'abbondanza non comporta più diseguaglianza. Soprattutto, nessuno è confuso con qualcun altro, nessuno è perduto.
La morte minaccia di cancellare il nome e la memoria, ma in Dio ognuno è finalmente se stesso. In verità è questo è il posto che cerchiamo per tutta la vita, talvolta disposti a tutto pur di avere un po' di attenzione e di riconoscimento. “Abbiate fede” ci dice Gesù: ecco il segreto. “Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”. Proprio questa fede libera il nostro cuore dall'ansia di avere di ottenere dall'inganno di rincorrere un posto di prestigio per valere qualcosa.
Ognuno ha già valori infinito nel mistero di Dio che è la vera realtà amandoci l'un l'altro come Gesù ci ha amato ci doniamo questa consapevolezza e il comandamento nuovo. Anticipiamo così il cielo sulla terra, riveliamo a tutti che la fraternità e la pace sono il nostro destino. Nell'amore, infatti, in mezzo a una moltitudine di fratelli ognuno scopre di essere unico. Preghiamo allora Maria Santissima madre della Chiesa, perché ogni comunità cristiana sia una casa aperta a tutti è attenta a ciascuno.



