Chi sono i laici? Lo spiega papa Leone rileggendo il quarto capitolo della Costituzione conciliare Lumen gentium, quello appunto, che tratta del tema. «Ricordiamo tutti quello che papa Francesco amava ripetere», dice il Pontefice: «I laici sono semplicemente l’immensa maggioranza del popolo di Dio. Al loro servizio c’è una minoranza: i ministri ordinati».

La Lumen Gentium, grande novità del Concilio, parla dei laici in termini positivi, dopo che per secoli «erano stati definiti semplicemente come coloro che non fanno parte dei chierici o dei consacrati». Leone rilegge «un passaggio molto bello, che dice la grandezza della condizione cristiana: “Non c’è quindi che un popolo di Dio scelto da lui: ‘un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo’; comune è la dignità dei membri per la loro rigenerazione in Cristo, comune la grazia di adozione filiale, comune la vocazione alla perfezione; non c’è che una sola salvezza, una sola speranza e una carità senza divisioni”».

Il «Concilio afferma l’uguaglianza di tutti i battezzati. La Costituzione non vuole che si dimentichi quanto aveva già affermato nel capitolo sul popolo di Dio, cioè che la condizione del popolo messianico è la dignità e la libertà dei figli di Dio».

Insieme con la dignità il Concilio sottolinea anche la missione dei laici sia nella Chiesa che nel mondo. Una missione che si fonda in Cristo. «Con il nome di laici si intendono tutti i fedeli cristiani […] che, incorporati a Cristo con il battesimo e costituiti in popolo di Dio, resi a loro modo partecipi della funzione sacerdotale, profetica e regale di Cristo, esercitano nella Chiesa e nel mondo, per la parte che loro compete, la missione di tutto il popolo cristiano», si legge al numero 31 di Lumen Gentium. «Il popolo santo di Dio, dunque, non è mai una massa informe, ma il corpo di Cristo o, come diceva Agostino, il Christus totus: è la comunità organicamente strutturata, in forza della relazione feconda tra le due forme di partecipazione al sacerdozio di Cristo: sacerdozio comune dei fedeli e sacerdozio ministeriale», sottolinea Leone. «In virtù del Battesimo, i fedeli laici partecipano allo stesso sacerdozio di Cristo. Infatti, “Gesù Cristo, sommo ed eterno sacerdote, vuole continuare anche attraverso i laici la sua testimonianza e il suo servizio; perciò li vivifica con il suo Spirito e li spinge incessantemente a intraprendere ogni opera buona e perfetta”».

Il Pontefice richiama anche l’Esortazione apostolica Christifideles laici di Giovanni Paolo II in cui si sottolinea che «il Concilio, con il suo ricchissimo patrimonio dottrinale, spirituale e pastorale, ha riservato pagine quanto mai splendide sulla natura, dignità, spiritualità, missione e responsabilità dei fedeli laici. E i Padri conciliari, riecheggiando l’appello di Cristo, hanno chiamato tutti i fedeli laici, uomini e donne, a lavorare nella sua vigna».

L’apostolato laicale, aggiunge Leone, non è ristretto al solo campo all’interno della Chiesa, ma si allarga al mondo. «La Chiesa, infatti, è presente dovunque i suoi figli professano e testimoniano il Vangelo: negli ambienti di lavoro, nella società civile e in tutte le relazioni umane, là dove essi, con le loro scelte, mostrano la bellezza della vita cristiana, che anticipa qui e ora la giustizia e la pace che saranno piene nel Regno di Dio». Perché se è vero che iI mondo ha bisogno di «essere impregnato dello spirito di Cristo e raggiungere più efficacemente il suo fine nella giustizia, nella carità e nella pace», questo è «possibile soltanto con il contributo, il servizio e la testimonianza dei laici!». Per questo riecheggia l’invito di cui tante volte ha parlato papa Francesco di essere Chiesa in uscita: «Una Chiesa incarnata nella storia, sempre aperta alla missione, in cui tutti siamo chiamati a essere discepoli missionari, apostoli del Vangelo, testimoni del Regno di Dio, portatori della gioia del Cristo che abbiamo incontrato!».