Parla di «corale invocazione di pace», papa Leone. Ricordando che tutta la Chiesa, nel mese di maggio, ha pregato «specialmente attraverso la preghiera del Santo Rosario», ha sottolineato che questa, «come una catena ininterrotta, ha affidato all’intercessione della Vergine Maria i popoli martoriati dalla guerra». Ha poi auspicato che la «Divina Sapienza» possa «illuminare la coscienza di chi ha autorità e orientare le decisioni verso la ricerca sincera di una pace giusta e duratura». Nel ricordare poi che oggi in Italia si celebra la venticinquesima Giornata del Sollievo si è detto «vicino alle persone malate e a quanti se ne prendono cura» incoraggiando «tutti coloro che diffondono la cultura della prossimità e della cura».

Prima aveva spiegato che, «con la solennità di Pentecoste, una settimana fa, si è concluso il Tempo pasquale» e aveva spiegato è sempre possibile ripensare il nostro cammino. Aveva commenta il Vangelo di Giovanni che parla della visita, nottetempo, di Nicodemo a Gesù. «Andò a trovarlo – di notte, per non essere visto –, desideroso di conoscere meglio questo misterioso Maestro e di porgli delle domande», sottolinea papa Leone. Il Signore, ospitandolo, dà importanza a questa ricerca, lo sorprende, «suggerendogli che è possibile anche a un adulto rinascere; gli lasciò intuire che la vita di Dio avrebbe potuto trasformare la sua vita. Gesù parlò a Nicodemo dello Spirito Santo, illuminò la sua notte con la verità che nella festa di oggi risuona in tutte le nostre chiese: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”».

Così come Nicodemo anche noi «nel Mistero di Dio, Padre e Figlio e Spirito Santo, siamo a casa», dice Leone. E ricorda che «la vita di Dio è meravigliosa e coinvolgente, dà pace al nostro cuore, spesso così inquieto, e ci fa incontrare fratelli e sorelle nella gioia dello Spirito. La Trinità ci fa amare tutto e tutti: scopriamo che ogni creatura è fatta per la comunione, la relazione, l’incontro. E, per contrasto, comprendiamo perché le divisioni, le polarizzazioni, il disprezzo delle diversità portano nel mondo distruzione, tristezza e aridità».

Dopo aver incontrato Gesù, Nicodemo, che «faceva parte del Sinedrio, il Consiglio dei capi d’Israele», quando sente parole di disprezzo verso Gesù, invita «tutti ad ascoltarlo prima di condannarlo. Aveva ricevuto da Dio, attraverso Cristo stesso, lo Spirito della comunione, che apre il cuore alla nuova verità e alla vera novità. Chi non accoglie questo Spirito invecchia presto, nel lamento; si trova solo, non ha mai l’animo in festa». Invece proprio in questa domenica celebriamo la festa. «La festa di Dio è la nostra festa. Per questo San Paolo scrive ai Corinzi: “Siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi”».