Quando una figura pubblica di rilievo si ammala o deve affrontare problemi di salute di una certa gravità, la comunicazione può diventare un affare delicato. Ci possono essere le vie istituzionali, come quelle di un portavoce, ci può essere la scelta del silenzio e la protezione a oltranza, non sempre trasparente, del “segreto” (i misteri che avvolgono la salute di Trump o di Putin oggi, la fitta coltre di mistero che avvolgeva gli ultimi presidente dell’Urss in passato).

Papa Leone ha scelto la via più semplice e diretta: comunicare di persona, dalla finestra del Palazzo apostolico, durante il consueto Angelus domenicale. Lo ha fatto con il tono asciutto e pragmatico che lo contraddistingue, senza enfasi particolari, un po’ come il padre che parla a tutti i suoi figli, ringraziando già per la preghiera che i fedeli da ogni parte del mondo sicuramente gli assicureranno. Si tratta di un «un nodulo circoscritto al polmone», individuato «in una fase molto iniziale e ben localizzato», ha detto ieri, informando con precisione, «I medici ritengono opportuno intervenire e allora, seguendo i loro consigli, ho deciso di operarmi per toglierlo. L’intervento è già programmato nei prossimi giorni». Ha poi ringraziato per la vicinanza spirituale dei fedeli e si è affidato alla loro preghiera.

Possiamo anche immaginare la sorpresa dei fedeli per l’inattesa comunicazione del Pontefice, che senza mediazioni annuncia “in diretta” il suo stato di salute e cosa lo attende nei prossimi giorni. Niente preparazione “soft”, nessuna graduazione delle notizie: dritti al punto, nel massimo della concisione e semplicità.

Fedeli in piazza San Pietro durante l'Angelus di domenica, 11 ottobre
Fedeli in piazza San Pietro durante l'Angelus di domenica, 11 ottobre

Fedeli in piazza San Pietro durante l'Angelus di domenica, 11 ottobre

(ANSA)

Sono lontani i tempi in cui ci si riferiva al Pontefice come all’«augusta persona» e le notizie personali su di lui erano molto “filtrate”. Papa Francesco ha contribuito molto a plasmare l’immagine di un Papa che parla in modo diretto, senza ricorrere (e talvolta bypassando, lo diciamo con tutto l’affetto possibile) al portavoce o alle istanze istituzionali.

Papa Prevost, con la scelta della comunicazione diretta del suo stato di saluto e dell’imminente intervento, ha probabilmente evitato così fughe di notizie, rincorrersi di voci e chiacchiere di corridoio alimentate artificiosamente. Una scelta apprezzabile per trasparenza e linearità, semplice ed efficace.

In prospettiva, non è difficile immaginare che la tempestività con cui papa Leone intende sottoporsi all’intervento al Gemelli (definito ironicamente da Giovanni Paolo II il “terzo Vaticano” per i ricoveri dei Pontefici) abbia in vista la preoccupazione di salvaguardare il viaggio programmato in America Latina, che dovrebbe iniziare, secondo programma, il 6 novembre prossimo. Un tempo stretto per la convalescenza prima di un viaggio impegnativo che prevede un lungo volo aereo. Un viaggio a cui Prevost tiene molto, dato che tocca anche il “suo” Perù.

L’ingresso del Policlinico Gemelli di Roma, dove papa Leone XIV sarà sottoposto a un intervento chirurgico nei prossimi giorni e resterà ricoverato per una settimana
L’ingresso del Policlinico Gemelli di Roma, dove papa Leone XIV sarà sottoposto a un intervento chirurgico nei prossimi giorni e resterà ricoverato per una settimana

L’ingresso del Policlinico Gemelli di Roma, dove papa Leone XIV sarà sottoposto a un intervento chirurgico nei prossimi giorni e resterà ricoverato per una settimana

(ANSA)

Alle parole così semplici e dirette del Papa vogliamo aggiungere quelle, altrettanto semplici e fatte col cuore, di tutta la “famiglia” di Famiglia Cristiana:

Santo Padre, le siamo vicini. Lo siamo con l’affetto, ma soprattutto con la preghiera. In questi mesi lei ci ha chiesto tante volte di non dimenticare chi soffre, chi è malato, chi vive nella paura e nell’incertezza. Oggi siamo noi a volerle dire che non è solo. La affidiamo al Signore perché accompagni l’intervento, sostenga lei e quanti si prenderanno cura della sua salute, e le conceda una pronta ripresa. Ci ha colpito la serenità con cui ha condiviso questa prova, chiedendo semplicemente la preghiera dei fedeli. È quello che faremo insieme alla redazione e alla grande comunità dei lettori di Famiglia Cristiana: Le vogliamo bene e preghiamo per lei.