PHOTO
Nel giorno della Festa della mamma, il primo Regina Caeli di maggio di Papa Leone XIV si è trasformato in una grande meditazione sull’amore di Dio che precede ogni cosa, ma anche in un appello accorato per le ferite del mondo: dalle violenze nel Sahel all’amicizia con la Chiesa copta, fino al pensiero speciale rivolto alle madri “che vivono in condizioni più difficili”.


Affacciandosi davanti ai fedeli e ai pellegrini convenuti in piazza San Pietro, il Pontefice ha commentato il Vangelo dell’Ultima Cena, soffermandosi sulle parole di Gesù ai discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti». Un passaggio che, ha spiegato il Papa, rischia spesso di essere frainteso.
«Questa affermazione ci libera da un equivoco, cioè dall’idea che siamo amati se osserviamo i comandamenti», ha detto Leone XIV. «La nostra giustizia sarebbe allora condizione per l’amore di Dio. Al contrario, l’amore di Dio è condizione per la nostra giustizia».


Per il Papa, il cristianesimo non nasce dunque da una logica morale fatta di premi e castighi, ma da una relazione viva con Dio. «Le parole di Gesù sono allora un invito alla relazione, non un ricatto o una sospensione dubiosa». E ancora: «È l’amore di Gesù a far nascere in noi l’amore. Cristo stesso è il criterio per far nascere in noi l’amore vero. Quello fedele per sempre, puro e incondizionato».
Il Pontefice ha insistito sulla gratuità dell’amore evangelico: «Quello che non conosce né “ma” né “forse”. Quello che si dona senza voler possedere. Quello che dà vita senza prendere nulla in cambio».


Nel cuore della sua meditazione, Leone XIV ha spiegato che la capacità di amare nasce dall’esperienza di essere amati da Dio. «Poiché Dio ci ama per primo, anche noi possiamo amare. E quando amiamo davvero Dio, ci amiamo davvero tra di noi».
Da qui anche il richiamo ai comandamenti, che non sono un peso imposto dall’alto, ma «un ordine di vita che ci risana da falsi amori». Il Papa li ha definiti «uno stile spirituale che è via alla salvezza».
Ampio spazio è stato dedicato anche all’azione dello Spirito Santo, il “Paraclito”, cioè «l’avvocato difensore, lo spirito della verità». Un dono che, ha ammonito il Papa, «il mondo non può ricevere finché si ostina nel male, che opprime il povero, esclude il debole, uccide l’innocente».


Al contrario, «chi corrisponde all’amore che Gesù ha verso tutti, trova nello Spirito Santo un alleato che mai viene meno». E ancora: «Sempre e dovunque possiamo allora testimoniare Dio, che è l’amore».
Il Pontefice ha poi descritto la comunione tra Dio e l’uomo come il cuore stesso della fede cristiana: «Offrendoci l’amore vero ed eterno, Gesù condivide con noi la sua identità di figlio amato». Citando il Vangelo, ha ricordato: «Io sono nel Padre mio, e voi in me, e io in voi».
“Lo spirito della menzogna contrappone gli uomini tra loro”
Nel prosieguo della catechesi, Leone XIV ha parlato anche della lotta spirituale che attraversa il mondo contemporaneo. «Questa coinvolgente comunione di vita smentisce l’accusatore, cioè l’avversario del Paraclito, lo spirito contrario al nostro difensore».
Quindi il monito: «Mentre lo Spirito Santo è forza di verità, questo accusatore è padre della menzogna, che vuole contrapporre l’uomo a Dio ed gli uomini tra loro». Una logica che, ha aggiunto, è «proprio l’opposto di quel che fa Gesù, salvandoci dal male e unendoci come popolo di fratelli e sorelle nella Chiesa».
Il Papa ha concluso la riflessione spirituale affidandosi alla Vergine Maria: «Carissimi, pieni di gratitudine per questo dono, affidiamoci all’intercessione della Vergine Maria, Madre del Divino Amore».


L’appello per il Sahel: “Cessi ogni forma di violenza”
Dopo la preghiera del Regina Caeli e la benedizione finale, il Pontefice ha rivolto il suo pensiero alle crisi internazionali, soffermandosi in particolare sull’Africa.
«Ho preso con preoccupazione le notizie sull’aumento delle violenze nella regione del Sahel, in particolare in Ciad e Mali colpiti da recenti attacchi terroristici», ha detto.
Leone XIV ha assicurato «la mia preghiera per le vittime e la vicinanza a quanti soffrono», aggiungendo poi un forte auspicio: «Auspico che cessi ogni forma di violenza e incoraggio ogni sforzo per la pace e lo sviluppo in quell’amata terra».
Parole che arrivano mentre l’area del Sahel continua a essere attraversata da instabilità politica, terrorismo jihadista e conflitti che colpiscono soprattutto le popolazioni civili.
L’abbraccio ai copti: “Il cammino di amicizia conduca all’unità”
Il Pontefice ha poi ricordato che il 10 maggio si celebra la Giornata dell’amicizia copto-cattolica. «Rivolgo un saluto fraterno a Sua Santità Papa Tavadros II», ha detto il Pontefice.
Leone XIV ha assicurato «la mia preghiera a tutta l’amata Chiesa Copta», esprimendo il desiderio che «il nostro cammino di amicizia ci conduca all’unità perfetta in Cristo che ci ha chiamato amici».
Un passaggio che conferma la volontà del nuovo Pontefice di proseguire il dialogo ecumenico con le Chiese orientali, nel solco del lavoro avviato dai suoi predecessori.
Il saluto ai pellegrini e il messaggio in spagnolo
Nel corso dei saluti finali, il Papa ha accolto «romani e pellegrini di diversi Paesi», salutando in particolare «il gruppo Guardie d’Onore al Sacro Cuore di Gesù da varie città d’Italia» e «i volontari per l’evangelizzazione legati alla famiglia di Radio Maria».
Un pensiero è stato rivolto anche all’associazione «Come in Italia», impegnata nella prevenzione dei tumori al seno.
Quindi il breve passaggio in spagnolo, nel quale Leone XIV ha voluto ringraziare «l’accoglienza che caratterizza il pueblo delle Islas Canarie» in vista della tappa del crucero Hondius con persone malate e fragili legate all’esperienza “hantavirus”. «Sono contento di poter incontrarmi con voi nel prossimo mese nella mia visita alle isole», ha detto.


“Un pensiero speciale a tutte le mamme”
Ma il momento più intenso e commovente è arrivato alla fine, quando il Papa ha rivolto il suo pensiero alla Festa della mamma.
«Un pensiero speciale va oggi a tutte le mamme!», ha esclamato.
Poi la preghiera più toccante dell’intero Regina Caeli: «Per intercessione di Maria, la Madre di Gesù e nostra madre, preghiamo con affetto e gratitudine per ogni mamma, specialmente per quelle che vivono in condizioni più difficili».
Infine il ringraziamento conclusivo: «Grazie, che Dio vi benedica! E a tutti auguro una buona domenica».








