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Vicini ai cristiani del Medio oriente «che soffrono le conseguenze di un conflitto atroce e in molti casi non possono vivere pienamente i riti di questi giorni santi». Papa Leone, prima di recitare l’Angelus, ricorda quanti «proprio mentre la Chiesa contempla il mistero della passione del Signore oggi partecipano in modo reale alla sua sofferenza. La loro prova interpella la coscienza di tutti».
Prega, il Pontefice, perché «». Pensa anche ai marittimi «che sono vittime della guerra. Prego per i defunti, per i feriti e per i loro familiari». E sottolinea che «terra, cielo e mare sono creati per la vita e per la pace». Infine prega per «tutti i migranti morti in mare, in particolare per quelli che hanno perso la vita nei giorni scorsi al largo dell’isola di Creta» e affida tutti all’intercessione di Maria.
Intanto proprio mentre il Papa recitava l’Angelus arriva la nota congiunta del patriarcato latino di Gerusalemme e della Custodia di Terra Santa che denuncia il divieto per il cardinale Pierbattista Pizzaballa e per il custode di Terra Santa fra Francesco Ielpo di entrare nella chiesa del Santo Sepolcro. Il patriarca e il custode sono stati fermati anche se procedevano senza processioni, privatamente, per andare a celebrare la messa. Questa è «la prima volta da secoli», recita la nota, «che ai Capi della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro».









