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Foto Vatican Media
Davanti a una piazza gremita di fedeli, papa Leone XIV ispirandosi al Vangelo di oggi, ha ricordato la figura di Giovanni Battista e come ci insegni a “metterci da parte”, lui che ha saputo riconoscere la propria piccolezza. Un suggerimento prezioso a maggior ragione per noi che viviamo nel mondo dell’apparire a tutti i costi. Leone, invece, ha ribadito di ricercare una gioia non basata su “surrogati di felicità”, ma “sul saperci amati e voluti dal nostro Padre che è nei cieli”.
Infine, ha ricordato l’inizio della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, che si conclude il 25 gennaio, il cui tema è tratto dalla lettera di San Paolo agli Efesini, Un solo corpo e un solo spirito come una sola e la speranza a cui siete stati chiamati. Invitando tutte le comunità cattoliche a rafforzare in questi giorni la preghiera per la piena unità visibile di tutti i cristiani. Un impegno per l'unità che si deve accompagnare coerentemente con quello per la pace e per la giustizia nel mondo.
Le preghiere e le riflessioni della settimana di quest’anno sono state preparate per il 2026 da un gruppo ecumenico coordinato dal Dipartimento per le Relazioni Interreligiose della Chiesa Apostolica Armena.
Ecco il testo integrale dell’Angelus.
Cari fratelli e sorelle, buona domenica!
Oggi il Vangelo ci parla di Giovanni Battista che riconosce in Gesù l'agnello di Dio, il Messia. «Ecco l'agnello di Dio» dice «colui che toglie il peccato del mondo». E aggiunge «sono venuto a battezzare nell'acqua perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni riconosce in Gesù il Salvatore, ne proclama la divinità e la missione al popolo di Israele e, poi, si fa da parte. Esaurito il proprio compito, come attestano queste sue parole: «dopo di me viene un uomo che è avanti a me perché era prima di me». Il Battista è un uomo molto amato dalle folle, appunto da essere temuto dalle autorità di Gerusalemme. Sarebbe stato facile per lui sfruttare questa fama. Invece, non cede per nulla alla tentazione del successo e della popolarità.
Davanti a Gesù riconosce la propria piccolezza e fa spazio alla grandezza di Lui. Sa di essere stato mandato a preparare la via al Signore e, quando il Signore viene con gioia e umiltà, ne riconosce la presenza e si ritira dalla scena. Quanto è importante per noi oggi la sua testimonianza: infatti, all'approvazione e al consenso, alla visibilità viene data spesso un'importanza eccessiva tale da condizionare le idee, i comportamenti e gli stati d'animo delle persone; da causare sofferenze e divisioni, da produrre stili di vita e di relazioni effimeri, deludenti, imprigionanti.
In realtà, non abbiamo bisogno di questi surrogati di felicità. La nostra gioia e la nostra grandezza non si fondano su illusioni passeggeri di successo e di fama, ma sul saperci amati e voluti dal nostro Padre che è nei cieli. È l'amore di cui ci parla Gesù, quello di un Dio che ancora oggi viene tra noi non a stupirci con effetti speciali ma a condividere la nostra fatica e a prendere su di sé i nostri pesi rivelandoci chi siamo realmente e quanto valiamo ai suoi occhi.
Carissimi, non lasciamoci trovare distratti al suo passaggio. Non sprechiamo tempo ed energie inseguendo ciò che è solo apparenza. Impariamo da Giovanni il Battista a mantenere vigile lo spirito, amando le cose semplici e le parole sincere. Vivendo con sobrietà e profondità di mente e di cuore, accontentandoci del necessario e trovando possibilmente ogni giorno un momento speciale in cui fermarci in silenzio a pregare, riflettere, ascoltare: insomma a fare deserto per incontrare il Signore e stare con lui.
Ci aiuti in questo la Vergine Maria modello di semplicità di saggezza e di umiltà.
Cari fratelli e sorelle, inizia oggi la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani. Le origini di questa iniziativa risalgono a due secoli fa e il Papa Leone XIII l'ha molto incoraggiata. Proprio cent'anni fa, per la prima volta, vennero pubblicati suggerimenti per l'ottavario di preghiera per l'unità dei cristiani. Il tema di quest'anno è tratto dalla lettera di San Paolo agli Efesini, Un solo corpo e un solo spirito come una sola e la speranza a cui siete stati chiamati. Le preghiere e le riflessioni sono state preparate da un gruppo ecumenico coordinato dal Dipartimento per le relazioni interreligiose della Chiesa Apostolica armena. Invito, pertanto, tutte le comunità cattoliche a rafforzare in questi giorni la preghiera per la piena unità visibile di tutti i cristiani. Questo nostro impegno per l'unità si deve accompagnare coerentemente con quello per la pace e per la giustizia nel mondo.
Oggi desidero ricordare, in particolare, le grandi difficoltà che soffre la popolazione dell'est della Repubblica Democratica del Congo, costretta a fuggire dal proprio paese specialmente verso il Burundi, a causa della violenza e ad affrontare una grave crisi umanitaria. Preghiamo affinché tra le parti in conflitto prevalga sempre il dialogo per la riconciliazione e la pace.
Desidero, inoltre, assicurare la mia preghiera per le vittime delle inondazioni che nei giorni scorsi hanno colpito l'Africa meridionale. Rivolgo un caloroso saluto a tutti voi romani e pellegrini. Sono lieto di salutare il gruppo della Pigot School di Wargrave in Inghilterra. come pure il gruppo Fratres della comunità parrocchiale del compitese. Saluto i fedeli di vari paesi, le famiglie e le associazioni. Grazie della vostra presenza e della vostra preghiera A tutti auguro una buona domenica.







