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Soldati polacchi entrano nel monastero di Monte Cassino dopo i bombardamenti subiti durante la Seconda Guerra Mondiale
Nelle nostre cerimonie commemorative ricordiamo il sacrificio di chi è morto e ha combattuto per darci la libertà e il benessere di cui godiamo oggi. Ma per quali nuove generazioni, visto il drammatico calo demografico? Quei sacrifici sono stati vani? No, perché quei valori sono universali e per tutti i popoli. E ha senso ricordarli perché, altrimenti, quel tesoro di valori andrebbe perduto. Non solo per i nostri ormai troppo pochi figli, ma anche per i figli di altre culture che ci raggiungono da fuori.
Flavio Tresoldi
Concordo con te. Ricordare i caduti dell’ultima guerra non serve a celebrare il passato, ma serve soprattutto a interrogare il presente, in un momento storico in cui quei valori sono gravemente messi in discussione. Quelle vite spezzate ci ricordano che libertà e democrazia nascono sempre da scelte personali difficili e da bivi drammatici. Non da automatismi. E che senza memoria rischiamo di trattarle come beni usa-e-getta, facilmente smarribili. A nostro detrimento.









