Si legge frequentemente di assassini e violenze varie compiuti da dei malati di mente. Mi sembra che oggi ci sia ben poca attenzione per la cura della mente. Scienziati e medici studiano cure per loro? Esistono luoghi in cui stare liberi, ma sorvegliati? Sono previsti controlli periodici?

Rolanda

La tua preoccupazione è comprensibile, soprattutto quando fatti di cronaca particolarmente gravi ci interrogano sulla capacità della società di prevenire certe tragedie. Penso, ad esempio, al recente caso di Modena, che ha riacceso il dibattito sul rapporto tra disagio psichico, cure e sicurezza. In situazioni come queste viene spontaneo chiedersi se si sarebbe potuto fare di più.

Il luogo dell'attentato nel centro di Modena.
Il luogo dell'attentato nel centro di Modena.

Il luogo dell'attentato nel centro di Modena.

(ANSA)

In realtà la salute mentale è un campo nel quale medici e ricercatori lavorano costantemente: esistono farmaci, terapie, centri di salute mentale, strutture residenziali e percorsi di controllo e accompagnamento. Molte persone vengono seguite regolarmente e riescono a vivere una vita dignitosa e serena. Detto questo, dobbiamo anche riconoscere un limite: non tutto è prevedibile e non tutto è controllabile.

La mente umana è complessa e, talvolta, anche chi è seguito dai servizi può attraversare crisi improvvise o manifestare comportamenti che nessuno aveva previsto. Pensare di eliminare completamente ogni rischio sarebbe illusorio.

Per questo servono cura, prevenzione, attenzione alle fragilità, controllo sociale e adeguate risorse per i servizi territoriali. Ma serve anche evitare facili semplificazioni. La grande maggioranza delle persone che soffrono di disturbi psichici non è pericolosa; anzi, spesso è più vulnerabile che minacciosa. Una società umana non si misura dalla capacità di controllare tutto, è impossibile!, ma dalla volontà di non lasciare sole le persone più fragili, sostenendo chi cura e chi si prende carico delle loro difficoltà.