Caro don Stefano, vorrei intraprendere la missione di sacrista. Quale iter devo seguire, a chi devo rivolgermi? Sono disponibile anche per un eventuale trasferimento.
Giorgio Magliocca
Caro Giorgio, non tutte le parrocchie e santuari hanno un sacrista. Secondo i dati ufficiali dell’Inps è oggi un lavoro svolto da oltre 2.000 persone assunte con regolare contratto. Il 30% di loro sono donne. Esiste una Federazione, la Fiudacs (Federazione Italiana tra le Unioni Diocesane Addetti al Culto/Sacristi), dal cui sito (www.sacristi.it) puoi ricavare tutte le informazioni e i contatti.
Non esiste una vera e propria scuola, il lavoro “si impara facendolo”, ma a ciascuno è assicurata opportunamente una formazione permanente in materie come la liturgia, la morale e la spiritualità attraverso incontri periodici per gli associati, a cui si aggiungono gli annuali esercizi spirituali. Come è facile comprendere non è un mestiere come tanti, perché implica un’integrazione forte con la realtà pastorale in cui si è inseriti, che richiede una certa vocazione professionale specifica: non ci sono ferie a Natale e a Pasqua e la domenica è giorno di lavoro (che si recupera in un altro giorno feriale). Infine, è richiesta una grande capacità di accoglienza: in fondo, dove esiste, il sacrista è la prima figura che si incontra quando si entra in chiesa.



