Caro padre, il suo settimanale si è guardato bene dal dare notizia dell’inchiesta che in Calabria ha messo in luce lo schifoso business dell’accoglienza ai migranti gestito dalla ’ndrangheta che ha portato all’arresto, tra gli altri, di un parroco al soldo del clan Arena. Ora, senza voler fare di tutta l’erba un fascio e rendendo onore alla buona fede di quei pochi che operano in maniera disinteressata, a me tutta questa ‘’bontà’’ puzza di marcio. Perché di bontà in giro, nei piccoli e grandi gesti quotidiani, se ne vede ben poca.

SALVATORE RUSSO


Caro Salvatore, i tempi di chiusura di un settimanale non permettono la tempestività di un quotidiano. La notizia si trova però, fin da subito, nel nostro sito. Scrivi poi che non bisogna fare di ogni erba un fascio, ma mi pare azzardata l’affermazione che siano pochi quelli che operano in buona fede. Il bene, in realtà, è molto più diffuso di quello che sembra. Certo, fatta salva la presunzione di innocenza dovuta a tutti gli imputati, bisogna vederci chiaro e prevedere controlli adeguati nelle strutture di accoglienza. Come scrive il nostro giornalista Francesco Anfossi, «il marcio deve essere rimosso in nome delle migliaia di volontari e professionisti che ogni giorno lavorano per tenere alta l’asticella dell’umanità degli italiani».