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Un caregiver che assiste un'anziana
Il Governo ha approvato in Consiglio dei Ministri il disegno di legge sul riconoscimento e la tutela dei caregiver familiari, un provvedimento atteso da oltre dieci anni che per la prima volta introduce in Italia una disciplina organica per chi si prende cura di un familiare non autosufficiente.
Un primo passo dopo anni di tentativi
Negli ultimi dieci anni erano state presentate oltre trenta proposte di legge sul tema, senza tuttavia arrivare a una normativa definitiva. Con il nuovo disegno di legge, presentato dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, si compie finalmente un passo importante verso il riconoscimento giuridico di una figura sociale finora largamente invisibile.


Chi sono i caregiver familiari e perché è importante normarli
In Italia i caregiver familiari sono persone che gratuitamente si prendono cura di un congiunto con disabilità o non autosufficienza nelle attività della vita quotidiana. Spesso si tratta di un coniuge, di un figlio, di un genitore o di un altro parente convivente che dedica gran parte del proprio tempo ad assistere la persona fragile. Riconoscere legalmente questa figura significa darne conto non solo in termini simbolici ma anche concreti, aprendo la strada a tutele e interventi in grado di sostenere famiglie che svolgono un ruolo decisivo per la tenuta del welfare nazionale.
Le principali misure contenute nel disegno di legge
Il testo approvato introduce un sistema di tutele differenziate in base all’intensità dell’impegno assistenziale, misurato in ore settimanali: caregiver conviventi con un carico assistenziale superiore alle 91 ore settimanali (comprese le ore notturne); caregiver con un impegno compreso tra 30 e 90 ore settimanali; caregiver con un impegno tra 10 e 29 ore settimanali; caregiver non conviventi che prestano assistenza per almeno 30 ore settimanali.
Contributo economico e criteri di accesso
Solo per la prima categoria, quella dei caregiver conviventi con i carichi assistenziali più intensi, è previsto un contributo economico esentasse fino a 400 euro al mese, pari a 1.200 euro a trimestre. Per accedere alla misura sono però previsti criteri economici stringenti: il caregiver non deve avere redditi propri superiori a 3.000 euro annui e il nucleo familiare non deve superare un ISEE di 15.000 euro. Requisiti che potrebbero ridurre in modo significativo la platea effettiva dei beneficiari rispetto al numero complessivo dei caregiver familiari presenti nel Paese.


Risorse e tempi di attuazione
La Legge di Bilancio ha stanziato complessivamente 257 milioni di euro all’anno a regime a partire dal 2027 per finanziare le nuove tutele. Per il 2026 sono invece previsti circa 1,15 milioni di euro destinati alla realizzazione della piattaforma informatica dell’INPS, necessaria per individuare con precisione i beneficiari e gestire le domande di accesso alle misure.
Oltre il contributo economico
Il disegno di legge non si limita al sostegno economico, importante ma comunque insufficiente. È prevista – e questo è uno degli aspetti più importanti del Disegno di legge – anche una procedura di riconoscimento formale della figura del caregiver, con l’iscrizione in una sezione dedicata dell’INPS e l’inserimento nel “progetto di vita” e nel Piano assistenziale individualizzato della persona assistita. Si tratta di elementi che potranno costituire una base per future tutele di carattere previdenziale, lavorativo e formativo. Tra le misure previste figurano inoltre permessi lavorativi solidali, congedi parentali per caregiver con figli minori e forme di flessibilità per studenti e lavoratori impegnati nell’assistenza.
Un primo traguardo e una prospettiva di sviluppo
Pur riconoscendo l’importanza del primo passo compiuto, molte associazioni di caregiver e di persone con disabilità sottolineano i limiti del provvedimento: risorse considerate ancora insufficienti, criteri di accesso molto restrittivi e l’assenza di tutele previdenziali e sociali più strutturate. Il disegno di legge passa ora all’esame del Parlamento con procedura d’urgenza. L’auspicio è che, nel corso dell’iter legislativo, si possano ampliare le tutele previste, rendere le misure più accessibili e includere un numero maggiore di famiglie che ogni giorno affrontano il complesso e delicato compito della cura.





