Cinquanta, o forse più, sfumature di verde: tra larici e pini, faggi e abeti bianchi, il viaggio sul Treno della Sila gestito da Ferrovie della Calabria rappresenta un autentico tuffo nella natura incontaminata della porzione cosentina del vasto altopiano calabrese. L’appuntamento è alla stazione di Camigliatello Silano (frazione di Spezzano della Sila), a 1.273 metri sul livello del mare, come attesta una targa marmorea incastonata nella parete del fabbricato viaggiatori in stile alpino. Si sale su carrozze risalenti agli anni ’20 della ditta milanese Carminati & Toselli, restaurate e ritinteggiate in verde con posti di terza classe, sedili in legno, “terrazzino” per la salita/discesa in testa e in coda: da circa un decennio il convoglio d’epoca percorre poco più di 11 chilometri per arrivare a San Nicola-Silvana Mansio, la stazione più alta d’Italia, a 1.406,5 metri, dove si riparte per la corsa di ritorno. Si tratta della ferrovia a scartamento ridotto più alta d’Europa: la distanza tra le rotaie è di 95 centimetri invece dei 143,5 dello standard internazionale, misure che consentono al convoglio agilità nel superare curve strette e forti pendenze.

L'uscita da una galleria nel bellissimo bosco attraversato dal convoglio.
L'uscita da una galleria nel bellissimo bosco attraversato dal convoglio.
L'uscita da una galleria nel bellissimo bosco attraversato dal convoglio. (gabriele di nardo)

Un viaggio unico nel cuore del Parco nazionale della Sila: «Fin dai primi anni del Novecento questa linea collegava le aree interne alla città», spiega Fiorenza Gonzales, portavoce dell’Associazione turismo ferroviario e spettacolo Calabria che si occupa di intrattenere a ogni tappa passeggeri italiani e non con spettacoli, karaoke, musica dal vivo e degustazioni. Anche l’Associazione di promozione sociale Ferrovie in Calabria collabora a organizzare gli eventi e a coordinare tutto l’itinerario c’è Elio Baldino, responsabile del Treno della Sila.

Due attori che partecipano alla rievocazione storica organizzata dall'Associazione Turismo ferroviario e spettacolo Calabria. (gabriele di nardo)

Purtroppo l’iconica locomotiva a vapore Fcl 353 con 800 cavalli di potenza, costruita nel 1925 dalla August Borsig di Berlino, è in manutenzione per gli interventi tecnici e gli adeguamenti che possono garantirne il ritorno in sicurezza nei prossimi mesi grazie a macchinisti, fuochisti e maestranze esperte delle officine di Ferrovie della Calabria. Ma a metà giugno ha fatto una breve apparizione sul set di alcune puntate che celebrano il trentennale della soap targata Rai Tre Un posto al sole, in onda a partire dal 17 luglio.

Il treno trainato dalla locomotiva a vapore del 1925.
Il treno trainato dalla locomotiva a vapore del 1925.
Il treno trainato dalla locomotiva a vapore del 1925. (Ferrovie della Calabria)

Fino a settembre a trainare le carrozze sarà un locomotore degli anni ’70, forse meno suggestivo ma altrettanto armonioso in un contesto pensato per trasformarsi in un’esperienza immersiva, un tuffo nel passato includendo tradizioni, spettacoli e sapori genuini. Infatti a bordo arrivano ai passeggeri le note dell’organetto suonato da un cantastorie, che intona stornellate d’amore.

Poco dopo la partenza, ecco il viadotto Camigliati, il più lungo della linea ferroviaria con i suoi 166 metri. La velocità moderata, intanto, permette di gustare il panorama e contemplare il paesaggio, mentre il treno inizia a salire con una pendenza tra il 20 e il 30 per mille dopo una breve galleria: i binari si inerpicano letteralmente lungo i sentieri dei boschi circostanti. In lontananza si scorgono la vallata del Crati e il lago artificiale Cecita, realizzato per la produzione di energia elettrica a quota 1.143 metri: è il più grande dei laghi dell’altopiano silano. Alla fitta vegetazione si alternano ampie radure con prati fioriti, in uno scenario che svela la bellezza del creato nella Sila, toponimo che deriva dal latino Silva Brutia, ovvero foresta abitata dai Bruzi in epoca romana.

L'elegante interno d'epoca in legno di una carrozza.
L'elegante interno d'epoca in legno di una carrozza.
L'elegante interno d'epoca in legno di una carrozza. (gabriele di nardo)

Dopo aver superato il fiume Neto e percorso circa 7 km, la prima sosta del convoglio è nella stazione intermedia e dismessa di Sculca, a 1.339 metri di altitudine nel Comune di Casali del Manco, dove l’Associazione turismo ferroviario e spettacolo Calabria propone la rievocazione storica Assalto al Treno - I briganti della Sila, ispirata ai protagonisti del brigantaggio silano, tutti uniti al grido: «A terra nostra non sa da tuccà» (vedi box). Si riparte per altri 4 km e, dopo una serie di curve e controcurve alla pendenza del 35%, si approda a San Nicola-Silvana Mansio in una delle più ampie vallate dell’altopiano, con un punto ristoro ricavato all’interno di vecchie carrozze in disuso. Di qui si torna a Sculca per il pranzo con prodotti tipici, preparato da tanti volontari dall’associazione. Il tragitto finale per Camigliatello permette di osservare la vegetazione con altri colori per la differente intensità della luce, un prisma incredibile che riporta la macchina del tempo nel presente: è ora di scendere nel terzo millennio per far conoscere questo itinerario e valorizzarlo appieno.

INFORMAZIONI:

Dal 5 luglio sino al 27 settembre il Treno della Sila è attivo ogni domenica con l’aggiunta di altredue corse previste sabato 8 e 15 agosto.

Partenza alle ore 11 dalla stazione di Camigliatello Silano e ritorno alla stessa stazione alle

15.30 circa. Tariffe: adulti € 27,00, ridotto(bambini 3-12 anni) € 18,00, corsa gratuita per disabili. Per informazioni e prenotazioni, cell. 366/6694713, info@trenodellasila.it

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