Undici anni di attività solidali, 70 missioni nelle periferie del mondo, per portare aiuto concreto e speranza ai più poveri, gli emarginati, gli invisibili, realizzando e sostenendo progetti sul campo. Sono i traguardi raggiunti dalla Fondazione Santina Onlus (insieme all’Associazione Amici di Santina Zucchinelli Onlus), creata e presieduta da monsignor Luigi Ginami, sacerdote di Bergamo che, dopo tanti anni di servizio presso la Santa Sede, ha scelto di dedicare interamente la sua vita alla missionarietà e alla solidarietà attraverso una fondazione intitolata alla memoria di sua madre Santina, donna e madre di grande fede, scomparsa nel 2012.

Monsignor Ginali Luigi, o meglio don Gigi, sta svolgendo il 70esimo viaggio solidale proprio in questi giorni – il rientro è previsto il 19 marzo – in Kenya dove, per l’occasione, il sacerdote ha inaugurato una cappella intitolata alla memoria di Carlo Carrara, di Selvino, e costruita grazie in buona parte alla donazione di sua moglie Mariangela. La cappella sorge a Bura Tana, nella diocesi di Garissa, nell’area nord-orientale del Paese, vicino al confine con la Somalia. Una zona tristemente nota per il fondamentalismo islamista legato al gruppo somalo Al Shabaab. Una delle azioni più violente è stata perpetrata il 2 aprile del 2015, quando i miliziani di Al Shabaab hanno massacrato 148 studenti universitari, in gran parte cristiani.

A Bura Tana nel 2022 la Fondazione aveva già costruito una cucina, refettorio e dispensa. La cappella è una delle numerose opere – in totale 110 - che don Gigi con la sua Fondazione, nata il 5 marzo del 2015, ha realizzato. In questi undici anni il sacerdote ha attivato 241 adozioni a distanza di bambine e bambini in condizione di forte disagio e abbandono, ha finanziato e supportato la nascita di orfanotrofi, scuole, asili nido, refettori con annessi cucine, dispense, dormitori, bagni, infermerie; e poi pollai, pozzi, impianti di irrigazione dove la terra è arida a causa della siccità, impianti di illuminazione in luoghi isolati. E ancora, chiese, oratori e cappelle, luoghi di preghiera e conforto spirituale dove la speranza sembra essere soffocata dalla miseria, dalla violenza e in aree del mondo dove la vita per i cristiani non è semplice.

La Fondazione presta assistenza ai bambini senza dimora e con famiglie disagiate e disgregate, alle donne e madri vittime di violenza, di abuso, di mutilazioni genitali, ai tossicodipendenti, ai carcerati, ai malati. E le storie che incontra nei Paesi in cui opera, don Gigi le racconta in una serie di libretti solidali, raccolti nella collana Volti di speranza, che redige al termine di ogni viaggio di solidarietà (l’ultimo, il numero 55, è un racconto dal Messico). In 69 viaggi – senza contare quello ancora in corso – il sacerdote ha percorso 1.245.644 chilometri - pari a 31 volte il giorno del mondo e a 2 anni e 3 mesi di viaggio - in numerosi Paesi (dalla Striscia di Gaza al Perù, dal Messico all’Iraq, dal Vietnam al Brasile), senza dimenticare l’Italia, luoghi come la Calabria e Bergamo duramente colpita nel 2020 dall’emergenza Covid. Per informazioni si può visitare il sito.