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mercoledì 01 dicembre 2021
 
 

Monti sanguisuga al Calderoli show

04/02/2012  Monti è un "rinnegato padano" e Roma si fa paralizzare dalla neve. Alla riunione del Parlamento padano Bossi media e Calderoli incendia.

Umberto Bossi con Calderoli.
Umberto Bossi con Calderoli.

“Da noi c'è un detto: sotto la neve il pane. Bene, una volta tanto possiamo dire: finalmente sotto la neve Roma e i romani!”. L'ex ministro Calderoli, “speaker” del parlamento della Padania, una villa palladiana tra le colline e i filari di Sarego, nel Vicentino, esulta chiudendo i lavori dell'assemblea. “Altro che Olimpiadi, altro che Gran Premio! Non sono capaci di affrontare nemmeno qualche centimetro di neve. A Milano ci saremmo messi a ridere”.


     Poi si rivolge al “compadano” Mario Monti. Che chiama amabilmente “professor sanguisuga mungitore Monti. “Monti è di Varese. Ma quando gi hanno chiesto dove abitasse ha risposto che abitava a Roma e a Bruxelles. Lo stesso ha fatto Grilli, che è di Milano e ha detto di abitare nella Capitale. Dei veri rinnegati padani!”. L'assemblea dei deputati, un centinaio disposti su due file di sedie, a quel punto è esplosa in una risata seguita da un lungo applauso. 

     Chissà come la prenderà il professore, visto che Bossi, precedendo la chiusura di Calderoli, ha annunciato che ha intenzione di chiedergli un colloquio a Palazzo Chigi per perorare la causa degli agricoltori della Padania, che sono in crisi anche per le quote latte. “Verranno con me anche Zaia e Calderoli. Quando ci sono dei problemi è sempre meglio parlare che litigare. Fin che si può”. 

     Bossi, nel confermare che “il processo di indipendenza della Padania va avanti”, ha accennato ai noti contrasti nella Lega, senza negarli, in una riunione, quella del Parlamento padano, che per il resto è parsa molto tranquilla, con i relatori impegnati in una serie di conferenze sul debito pubblico e la gestione economica dei Comuni: “Bisogna mantenere la parola per fare le grandi rivoluzioni”. 

     Il patto tra bossiani e maroniani dunque tiene. C'era anche Maroni, che chiacchierava tra i delegati girando per la grande sala palladiana, anche se non ha preso la parola. Il presidente della Regione Veneto ha infine accennato all'impugnazione dello statuto regionale da parte del ministero dell'Economia, poiché un articolo parla di “autonomia finanziaria”. “Noi andremo avanti lo stesso. Per noi è una battaglia”.

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