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Le tre forme di male

16/09/2021  Filosofia e teologia distinguono tre tipi di male: metafisico, morale e fisico. La riflessione del teologo Robert Cheaib

Ci è giunta qualche giorno fa questa domanda: «Se Dio è infinitamente buono e ha creato anche le leggi della natura, perché avvengono le catastrofi naturali le quali causano tantissime vittime innocenti? La Chiesa risponde che Dio non c’entra niente e che queste sono dovute alle leggi di natura, e allora mi domando: se è Dio che ha creato anche le leggi della natura, allora perché permette che accadano?». Suddivido la risposta in tre parti: fare il punto sinteticamente sulle forme di male; sarà l’argomento di questa puntata. Come parlare del male sarà l’argomento della prossima rubrica. Infine nella terza abbozzerò una risposta che avrà al centro il tema del male fisico. Partiamo con il primo punto: senza pretendere di fare di tutte le scuole di pensiero un fascio, la filosofia e la teologia distinguono generalmente fra tre tipi di male: quello metafisico, quello morale e quello fisico. Il male metafisico appartiene più alle scuole di pensiero dualistico, ovvero, alle scuole e alle religioni che dicono – semplificando al massimo – che “in principio” ci sono il bene e il male. Entrambi sono “originari”. Un pensiero non accettato dalla fede giudeo-cristiana che riconosce come principio solo il Dio buono e riconosce, inoltre, la fondamentale bontà del mondo nonostante la presenza del male nelle sue varie forme (ricordiamo il ritornello di Genesi). La fede giudeo-cristiana riconosce che il male viene dalla volontà umana, e dalle volontà angeliche cadute. Antico e Nuovo Testamento riconoscono un agente – anzi, agenti, al plurale – distinti dagli attori umani. In ogni caso, il male morale è un male che viene da un libero arbitrio che sceglie di non fare il bene. Arriviamo invece al volto del male che evocato dal lettore: quello detto “male fisico” o “naturale”. Questo male sembra scandalizzare di più perché non nasce da una volontà umana. Si può obiettare che l’uomo contribuisca ad acuire l’aggressività dei fenomeni naturali. Ma così il tema si allargherebbe a dismisura: ecologia, riscaldamento planetario, ecc. Credo che possiamo legittimamente escludere questa obiezione riconoscendo che il male fisico era presente prima ancora che gli umani potessero esercitare una grande influenza sui fenomeni naturali. Forse l’intervento umano ha acuito o aumentato la frequenza dei fenomeni di “male fisico” come terremoti, alluvioni e altro... Ed è qui che entriamo nel vivo della sua domanda che riprenderemo la prossima volta.

 
 
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