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Una persona cara che si ammala di Alzheimer significa, per chi le vuol bene e si occuperà di lei, anni di dolore e fatica. Nell’80% dei casi chi cura è un familiare ed è donna. I numeri (destinati a duplicarsi nel 2030 e a triplicarsinel 2050) parlano di 44 milioni di malati di demenza nel mondo e di un milione in Italia, di cui 600 mila affetti da Alzheimer, e mostrano che siamo di fronte a una vera e propria emergenza. E' chiaro che, mentre la medicina e la ricerca continuano a lavorare, dobbiamo prepararci ad affrontare costi umani, sociali ed economici altissimi. Per aiutare chi soffre si può, però, fare già molto sin d’ora, anche conl’aiuto delle associazioni che da tempo sono impegnate a sostenere malati e familiari, aiutandoli a migliorare la qualità della vita e a sentire di non essere soli.
E' quanto auspica la Federazione Alzheimer Italia ( www.alzheimer.it - www.facebook.com/alzheimer.it - https://twitter.com/alzheimeritalia) che in occasione della XXI Giornata Mondiale Alzheimer (21 settembre) ribadisce l'importanza di stare accanto a chi soffre con il suo impegno e domani anche con il convegno intitolato “Capire e rispondere ai comportamenti del malato di Alzheimer” organizzato insieme alla ASP Golgi Redaelli - Fondazione Golgi Cenci - Unamsi
E' quanto auspica la Federazione Alzheimer Italia ( www.alzheimer.it - www.facebook.com/alzheimer.it - https://twitter.com/alzheimeritalia) che in occasione della XXI Giornata Mondiale Alzheimer (21 settembre) ribadisce l'importanza di stare accanto a chi soffre con il suo impegno e domani anche con il convegno intitolato “Capire e rispondere ai comportamenti del malato di Alzheimer” organizzato insieme alla ASP Golgi Redaelli - Fondazione Golgi Cenci - Unamsi





