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È scontro tra l’Italia e la Svizzera per le spese mediche delle poche ore di ricovero di tre rgazzi italiani soccorsi dall’ospedale Sion. La richiesta di rimborso di 100 mila franchi svizzeri (pari a poco più di 108 mila euro) per i connazionali rimasti feriti nel rogo di Crans Montana e curati nell'ospedale di Sion diventa un caso diplomatico. «Una richiesta ignobile a cui non daremo seguito», ha subito risposto la presidente del Consiglio Meloni. E il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha aggiunto: «La responsabilità è di chi non ha fatto i controlli, non dell'Italia».


La risposta ufficiale è poi stata affidata al nostro ambasciatore in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado che ha ricordato che per «i cittadini svizzeri curati al Niguarda» e per «l'apporto della protezione civile della Valle d'Aosta ai soccorsi: c'è un principio di reciprocità che va rispettato» e che nulla è stato chiesto né ai familiari né alla Svizzera per i due mesi di ricovero dei cittadini Svizzeri al Niguarda di Milano.
Proprio durante un incontro con il nostro ambasciatore il presidente del Consiglio di Stato vallesano Mathias Reynard aveva confermato, che, dal suo punto di vista non esistono margini sul piano giuridico per un'assunzione diretta dei costi sanitari legati ai cittadini italiani feriti nella tragedia di Capodanno a Crans-Montana. «Non abbiamo margini dal punto di vista normativo per farci carico di queste spese», aveva detto dopo che erano state diffuse le fatture inviate alle famiglie italiane. L’Italia chiede invece reciprocità e ricorda che la responsabilità della tragedia di Capodanno coinvolge i proprietari del locale e i mancati controlli delle autorità svizzere e che non si è trattato di un normale incidente.
Ribadisce inoltre che i costi di degenza e cura dei cittadini svizzeri ricoverati in Italia sono stati ben maggiori di quelli sostenuti dalla Svizzera per i nostri connazionali, ma che nessuna nota spesa è stata inviata dall’Italia né ai familiari dei ragazzi né allo Stato elvetico o ai cantoni.
Lo scorso due febbraio anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva visitato l’ospedale milanese portando conforto ai ragazzi ricoverati.










