Ora che Donald Trump ha catturato Nicolas Maduro, il leader del governo socialista rivoluzionario del Venezuela, ci si chiede quale futuro attende il paese sudamericano attaccato dagli Stati Uniti nella notte fra il 2 e il 3 gennaio.

Nella dichiarazione rilasciata nella sua residenza di Mar-a-Lago, Trump ha detto: «Continueremo a governare il Paese fino a quando non sarà possibile effettuare una transizione sicura, adeguata e giudiziosa». Trump non ha fornito altri dettagli e non è per niente chiaro come sarà gestita questa fase di transizione. Non sono segnalate truppe americane in Venezuela e non è stato nominato nessun “governatore” incaricato di prendere la guida del Paese. La "partnership" degli Stati Uniti con il Venezuela renderà il popolo venezuelano «ricco, indipendente e sicuro», ha affermato Trump.

Alla domanda su chi governi il Venezuela, Trump ha risposto vago «un gruppo» aggiungendo, cambiando discorso, che le compagnie petrolifere avrebbero pagato per ricostruire le infrastrutture.

«Dichiarando che gli Stati Uniti ‘governeranno’ il Venezuela, il presidente ha sollevato una serie di interrogativi: gli Stati Uniti invieranno una forza militare di occupazione? Installeranno un governo compiacente per un certo numero di anni? Gestiranno i tribunali e decideranno chi estrarrà il petrolio? Tutto ciò, ovviamente, potrebbe coinvolgere gli Stati Uniti in quel tipo di ‘guerre infinite’ che la base MAGA di Trump ha rifiutato», si chiede David Sanger sul New York Times.

U.S. President Donald Trump speaks as Secretary of Defense Pete Hegseth and U.S. Secretary of State Marco Rubio look on during a press conference following a U.S. strike on Venezuela where President Nicolas Maduro and his wife, Cilia Flores, were captured, from Trump's Mar-a-Lago club in Palm Beach, Florida, U.S., January 3, 2026. REUTERS/Jonathan Ernst
U.S. President Donald Trump speaks as Secretary of Defense Pete Hegseth and U.S. Secretary of State Marco Rubio look on during a press conference following a U.S. strike on Venezuela where President Nicolas Maduro and his wife, Cilia Flores, were captured, from Trump's Mar-a-Lago club in Palm Beach, Florida, U.S., January 3, 2026. REUTERS/Jonathan Ernst
Il presidente Donald Trump durante la conferenza stampa (REUTERS)

La leader dell'opposizione venezuelana e premio Nobel per la pace 2025 María Corina Machado ha affermato in un comunicato che «è giunto il momento della libertà» per il Venezuela. Machado assicura che Maduro risponderà dei suoi "atroci" crimini e che gli Stati Uniti hanno «mantenuto la promessa di far rispettare la legge» di fronte al rifiuto di Maduro di «accettare una soluzione negoziata». Afferma inoltre che «siamo pronti a prendere il potere».

Machado aggiunge che «ciò che doveva accadere sta accadendo» e che «metteremo ordine, libereremo i prigionieri politici, costruiremo un Paese eccezionale e riporteremo a casa i nostri figli». Secondo Machado, Edmundo González, vincitore delle elezioni presidenziali del luglio 2024, “deve assumere immediatamente il suo mandato costituzionale ed essere riconosciuto come comandante in capo” dell’esercito. Su questo però Trump non si è espresso.

Intanto emergono dettagli su che cosa è accaduto nelle ultime settimane fra Washington e Caracas.

Prima di rilasciare le sue dichiarazioni, Trump aveva parlato con Fox News rivelando di aver parlato con Maduro «una settimana fa». Nel colloquio Trump gli aveva detto: »devi arrenderti, devi capitolare».Anche il vicepresidente J. D. Vance ha rivelato che «il presidente ha offerto diverse vie d'uscita, ma è stato molto chiaro durante tutto il processo: il traffico di droga deve cessare e il petrolio rubato deve essere restituito agli Stati Uniti. Maduro è l'ultima persona ad aver scoperto che il presidente Trump fa sul serio».

Marco Rubio, il segretario di Stato, ha affermato che Nicolás Maduro avrebbe potuto lasciare il Venezuela e vivere in un altro Paese, ma «voleva fare il grande».

Che ci fossero in corso delle trattative fra Mauro e gli Stati Uniti era stato rivelato a fine dicembre dal quotidiano spagnolo ABC, che aveva titolato in prima pagina su un possibile “esilio dorato” di Maduro, magari in Spagna. Ma evidentemente non è stato raggiunto un accordo, Maduro non ha soddisfatto le richieste della Casa Bianca e così è stato deciso l’attacco.

«Avremmo dovuto farlo quattro giorni fa, ma il tempo non era perfetto», ha dichiarato Trump alla Fox News. «Il tempo deve essere perfetto... all'improvviso si è schiarito e abbiamo detto di procedere», ha affermato. Trump ha aggiunto che Maduro si trovava «in una casa che sembrava più una fortezza che un'abitazione con solidi muri d'acciaio tutt'intorno».

In una telefonata di 50 secondi con il giornalista del New York Times Tyler Pager, Trump ha lodato «Un'ottima pianificazione, truppe eccellenti e persone fantastiche. È stata un'operazione brillante». Trump ha seguito l’operazione dalla sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida e l’ha descritta come la scena di un film: «In realtà, hanno semplicemente fatto irruzione, sono entrati in luoghi dove non era possibile entrare, hanno forzato porte d'acciaio che erano lì proprio per quello scopo, e li hanno portati via in pochi secondi. Non avevo mai visto niente del genere».

Government supporters hold photographs of Venezuela's late President Hugo Chavez and President Nicolas Maduro, after U.S. President Donald Trump said the U.S. has struck Venezuela and captured Maduro, in Caracas, Venezuela January 3, 2026. REUTERS/Maxwell Briceno
Government supporters hold photographs of Venezuela's late President Hugo Chavez and President Nicolas Maduro, after U.S. President Donald Trump said the U.S. has struck Venezuela and captured Maduro, in Caracas, Venezuela January 3, 2026. REUTERS/Maxwell Briceno
Sostenitori di Chavez e Maduro in piazza a Caracas dopo l'attacco degli Stati Uniti (REUTERS)

Secondo fonti informate sull’operazione, le forze speciali americane hanno catturato Maduro con l'aiuto di una fonte della CIA all'interno del governo venezuelano che aveva monitorato la sua posizione negli ultimi giorni. Maduro e la moglie sono stati portati sulla U.S.S. Iwo Jima, una delle navi da guerra americane che pattugliano i Caraibi, diretta verso gli Stati Uniti.

Maduro è stato incriminato a New York con l'accusa di traffico di droga e armi, ha dichiarato il procuratore generale Pam Bondi, aggiungendo che «affronterà tutta la severità della giustizia americana sul suolo americano nei tribunali americani». Una foto diffusa sul social Truth mostra Maduro in manette, un maschera davanti agli occhi, una cuffia e una bottiglietta d’acqua in mano, diretto verso la sua prigione negli Stati Uniti.