In altri sport l’introduzione della verifica tecnologica ha tolto dal campo tante occasioni di conflitto: si pensi al cosiddetto occhio di falco nel tennis, la tecnologia Hawk-Eye e Hawk-Eye Live che in molti tornei ha addirittura sostituito i guardalinee. Se uno cerca un pretesto per rompere racchette generalmente lo trova, ma non più nella contestazione palla dentro palla fuori, che tante sfuriate, con eloquio irripetibile, di Jimmy Connors e John McEnroe ha scatenato in passato.

Nel calcio invece non solo non c’è mai pace attorno al Var (Video Assistant Referee) alle relative contestazioni, ma da pochi giorni presunte irregolarità contestate al Var, già archiviate dalla giustizia sportiva, sono finite sulle prime pagine nell’ambito di un’indagine penale: una vicenda che sta scuotendo il mondo del calcio già terremotato dalle dimissioni del presidente della Figc Gabriele Gravina, a seguito della terza eliminazione consecutiva dalla fase finale dei campionati del mondo.

Come è cominciata

Il 25 aprile, a causa dell’arrivo delle notifiche agli interessati, è giunta la notizia di un fascicolo in Procura della a Milano per una presunta vicenda di frode sportiva e in particolare di condizionamento del Var che ha portato all’autosospensione del designatore arbitrale Gianluca Rocchi e del supervisore Var Andrea Gervasoni. L’accusa sarebbe frode sportiva contestata in concorso «con più persone». Così dicono almeno i difensori delle persone raggiunte da avvisi di garanzia, parlando di una convocazione per l’interrogatorio di garanzia «al buio» in data 30 aprile.

 

La tempistica

Il fascicolo sulla presunta arbitropoli sarebbe partito dall’esposto dell’avvocato Michele Croce tifoso del Verona nel febbraio 2024 (già candidato sindaco a Verona con un partito Verona Pulita non più esistente), che in una intervista a Repubblica ha asserito di essersi studiato le norme rientrando a casa con i figli dopo Inter-Verona del gennaio 2024, passata alle cronache per la gomitata del difensore interista Bastoni, per poi procedere a un esposto. Le indagini sono partite a ottobre 2024, senza indagati ma sarebbe ad aprile 2025, con l’iscrizione di Rocchi nel registro degli indagati, che si sarebbe ufficialmente aperta l'indagine preliminare, per la quale dopo un anno - come prevede la legge - il 21 aprile del 2026, è stata chiesta una proroga di 6 mesi, da cui l’emersione del caso con le notifiche agli interessati.

La denuncia di Rocca e la giustizia sportiva

Nel fascicolo della Procura sarebbe confluita poi anche la lettera denuncia dell’ex guardalinee di Serie A Domenico Rocca indirizzata alla Commissione Arbitrale Nazionale alla fine della scorsa stagione, archiviata a livello di giustizia sportiva (ma ora la Procura Figc ha chiesto gli atti alla Procura della Repubblica, possibile preludio a una riapertura in sede di diritto sportivo).

Che cosa si contesta e a chi

Sotto la lente dei magistrati ci sono ipotesi di frode tutte relative alla passata stagione: un presunto tentativo di interferenza da parte del designatore presso la sala Var, in occasione di Udinese-Parma, in cui il designatore sarebbe intervenuto, con procedure però indebite, per far correggere un errore a proposito di un rigore. E due presunti casi, tutti da verificare e dimostrare, di designazioni per così dire “pilotate”, sospettate di essere gradite all’Inter, del tutto estranea però alla vicenda. 

Gli indagati nell’inchiesta della procura di Milano apparterrebbero infatti, ma non ci sono notizie ufficiali, tutti al mondo arbitrale che sembra scosso da forti tensioni interne non da ora.

Le partite finite nel mirino del pm Maurizio Ascione, (in procinto di trasferimento a Roma a seguito della richiesta accolta dal Csm di passare alla Procura europea Eppo) e della Guardia di Finanza sarebbero cinque o sei nessuna del campionato in corso, diverse anche le contestazioni ai singoli.

Gianluca Rocchi (Ex Designatore Serie A e B): Indagato per concorso in frode sportiva. Avrebbe interferito illecitamente sulle decisioni del VAR e scelto ufficiali di gara "graditi" a determinate società. Si è autosospeso dal suo incarico.

Andrea Gervasoni (Supervisore VAR): Indagato per frode sportiva. Il sospetto è che abbia condizionato gli addetti in sala VAR durante episodi chiave, come la concessione di rigori contestati.

Daniele Paterna (Assistente VAR): Indagato per falsa testimonianza. La sua posizione è legata alle dichiarazioni fornite agli inquirenti in merito alla gestione di alcuni episodi in sala VAR, in particolare per il match Udinese-Parma.

Luigi Nasca (Ufficiale VAR): Indagato per frode sportiva. Sotto la lente le sue prestazioni al VAR in partite come Inter-Verona del 6 gennaio 2024 e Salernitana-Modena.

Rodolfo Di Vuolo (AVAR): Indagato per frode sportiva in concorso per il ruolo ricoperto durante la discussa sfida Inter-Verona.

Che cos’è la sala VAR

La sala Var è stata centralizzata nel 2021 e collocata a Lissone (Monza e Brianza) in un edificio noto come EI tower, inizialmente pensata a Coverciano ma poi ricoverata lì per esigenze tecnologiche di copertura della fibra ottica, la sala è non solo simbolicamente “trasparente”, nel senso che il lavoro di chi decide, e che dovrebbe essere inviolabile è stato separato dal resto da un vetro per massima trasparenza. Ora però si sospetta che proprio quella trasparenza fisica e simbolica possa essere diventata il grimaldello per far passare pressioni dall’esterno della sala Var.


Segni in codice?

L’ex assistente Pasquale De Meo, che aveva denunciato comportamenti opachi alla Procura federale nel 2023, fascicolo poi archiviato, riferisce ora a vari organi di stampa di un clima ostile dopo la denuncia, e ha riferito in questi giorni all’Agi anche di una sorta di codice gestuale, una roba simile alla morra cinese carta-forbice-sasso, che si vocifera fosse noto nell’ambiente con il nomignolo di Gioca Jouer, con riferimento a una hit “danzata” di Claudio Cecchetto dei primi anni Ottanta e che sarebbe servito a dare indicazioni dall’esterno al Var attraverso il vetro. Indiscrezioni a fronte delle quali la CAN, dopo aver espresso solidarietà a Rocca e Gervasoni, ha minacciato querele contro chi getterebbe fango indiscriminato su un ambiente che sembra uscire lacerato dalle sue ultime complicate vicende.

Rocchi e Gervasoni, strategie diverse

Rocchi e Gervasoni, convocati in Procura a Milano per gli interrogatori di garanzia il 30 aprile, hanno lasciato intendere tramite i loro legali strategie difensive differenti: Rocchi non si presenterà in Procura e quindi non “vedrà le carte”, dato che in quel contesto le contestazioni devono diventare manifeste, di diverso avviso Gervasoni che pare orientato a rispondere alle domande del Giudice per le indagini preliminari. Le due posizioni non si sovrappongono completamente perché solo su Rocchi pende un sospetto di designazioni “pilotate”, che se dovesse decadere in corso di indagine sposterebbe la competenza territoriale dalla Procura di Milano, competente per eventuali combine avvenute a San Siro, alla Procura di Monza, nel cui raggio di compenza si trova Lissone sede del Var e teatro delle presunte interferenze tramite le ormai famigerate “bussate” al vetro.

Nuovo designatore ad interim

Nel frattempo per assicurare continuità e regolarità alle ultime giornate del campionato in corso, non sfiorato dall’indagine l’Aia (associazione italiana Arbitri) esprimendo solidarietà a Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni «per il momento che stanno attraversando», ha designato ad interim Dino Tommasi, 49 anni ex arbitro della sezione di Bassano del Grappa, con 54 presenze in Serie A. Già parte della Commissione Nazionale: «Una scelta orientata alla continuità del lavoro, in vista delle ultime gare di Serie A e B e della finale di Coppa Italia» ha dichiarato il vicepresidente vicario Francesco Massini.

ANSA
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Antonio Zappi, ex presidente Associazione Italiana Arbitri, squalificato in via definitiva per 13 mesi

Aia verso il commissariamento?

Il 28 aprile, intanto, il Collegio di garanzia ha respinto il ricorso e confermato i 13 mesi di squalifica inflitti all'ormai ex presidente Antonio Zappi dal tribunale federale nazionale e confermati poi dalla Corte federale d'appello. L’ex presidente dell’Aia, inibito per pressioni indebite, in violazione dell'articolo 4 del Codice di Giustizia sportiva - che regola lealtà, correttezza e probità dei tesserati - e alcuni articoli del Regolamento Aia e del Codice etico della stessa associazione, a questo punto decade definitivamente dalla carica. Come previsto, infatti, dall'articolo 29 comma 1 dello Statuto Figc e dall'articolo 15 del Regolamento Aia, una squalifica superiore ai 12 mesi impedisce di ricoprire cariche all'interno dell'ordinamento sportivo. Questo potrebbe aprire la strada a un prossimo commissariamento dell’Aia.

Non solo il calcio

L’indagine sugli arbitri del calcio, è solo l’ultima di tante notizie che nelle ultime settimane hanno scosso dirigenze sportive di alto livello, e se è vero che tanti altri sport non condividono, anzi, la crisi di risultati del calcio e sul campo anzi prosperano, è anche vero che sono stati tanti i segnali recenti di criticità a livello di politica sportiva: dalla Federazione cricket commissariata a febbraio dopo dimissioni in massa, alla misteriosa cimice scoperta in aprile nell’ufficio del segretario generale della Federatletica Alessandro Londi subito sostituito da Pierluigi Sorace, passando per l’indagine della Procura di Roma per frode sportiva, su presunte gare truccate che ha portato a “una pausa di riflessione” Laura Lunetta (Presidente della Federazione di Danza Sportiva), per arrivare alle voci di commissariamento della Figc dopo la terza mancata qualificazione mondiale consecutiva, voci che sembrano tramontate negli ultimi giorni ma comunque rimaste sul tavolo. Tutte cose che agli appassionati di sport danno un’idea di sgradevole opacità.