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mercoledì 06 luglio 2022
 
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Visualizzazione dei contenuti di Antonio Sanfrancesco

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«Quando pensiamo di essere perduti Dio fa di tutto per abbracciarci»

24 aprile 2022

Francesco a San Pietro per la Domenica della Divina Misericordia legge l’omelia ma non presiede la celebrazione a causa del dolore al ginocchio: «Capita di assomigliare ai discepoli della sera di Pasqua: dopo una caduta, un peccato, un fallimento. Ma proprio lì il Signore fa di tutto per donarci la sua pace: attraverso una Confessione, le parole di una persona che si fa vicina, una consolazione interiore dello Spirito, un avvenimento inaspettato e sorprendente»

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«La guerra distrugge non solo gli sconfitti ma anche i vincitori»

23 aprile 2022

«Le lacrime di Maria», ha detto Francesco a un gruppo di pellegrini, «sono un segno del pianto di Dio per le vittime della guerra che sta distruggendo non solo l'Ucraina, ma tutti i popoli coinvolti nella guerra: perché la guerra distrugge non solo il popolo sconfitto, distrugge anche il vincitore, e chi guarda con occhi superficiali». E invita i giovani missionari ad annunciare il Vangelo «con il sorriso del cuore e non con la tristezza»

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«Scartare i vecchi e lasciarli soli è peccato grave»

20 aprile 2022

Francesco dedica l'udienza generale, di nuovo in piazza San Pietro dopo due anni, al quarto comandamento: «Onorare il padre e la madre è riconoscere la dignità che hanno gli anziani. Incoraggiare nei giovani un atteggiamento di sufficienza o disprezzo nei confronti dell’età anziana, delle sue debolezze e della sua precarietà, produce cose orribili»

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Il Papa al CSM: «Prima della riforma della giustizia bisogna riformare se stessi»

08 aprile 2022

Francesco ai membri del Consiglio Superiore della Magistratura: «La domanda storica sul “come” si amministra la giustizia passa sempre dalle riforme. Il Vangelo di Giovanni, al cap. 15, ci insegna a potare i rami secchi senza però amputare l'albero della giustizia, per contrastare così le lotte di potere, i clientelismi, le varie forme di corruzione, la negligenza e le ingiuste posizioni di rendita». E cita l’esempio del giudice beato Rosario Livatino

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